“Decreto ministeriale” di Gianni Palagonia

Gianni Palagonia è il nome di copertura di un poliziotto antimafia. Un poliziotto costretto a vivere in “latitanza” e sotto falso nome per sfuggire a chi vorrebbe fargli pagare le sue indagini contro la mafia,i suoi successi in questa lotta, ma soprattutto le sue denunce circa le connivenze tra mafia e potere.  Questo “Decreto ministeriale” vuol essere una satira, alquanto ragionata,circa l’attuale scenario italiano. Gianni ha subito e subisce minacce continue per il suo impegno antimafia inteso come impegno contro tutto ciò che è illegalità e sopraffazione. Perchè la mafiosità è una mentalità e non un virus stanziale. Consapevoli che solo uniti si vince e se isolati si diventa morti che camminano manifesto con questo atto pubblico la mia vicinanza ad un uomo coraggioso nella consapevolezza che scegliendo di farlo scelgo anche di condividerne la strada e il destino. A voi tutti chiedo solo di dedicare 10 minuti della vostra esistenza per leggerlo e regalare a voi stessi 10 minuti di risate, perchè si sa…la satira fa ridere!

D

ecreto ministeriale del 27 giugno 2011 e successive modifiche

ed integrazioni racchiuse tra le righe de “Il Silenzio” e “Nelle

mani di nessuno” di Gianni Palagonia

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale

*******

Su proposta del Ministero per il “

Controllo degli appalti, ricerca tecnologica e

scientifica dei settori di investimento di capitali, interessi personali e facta lex

inventa fraus”

, presentata unitamente ad insigni esponenti dell’associazione culturale

“COSA NOSTRA” (già Onorata Società) e a molteplici “uomini di potere” implicati

a vario titolo nei più grandi scandali italiani ed identificabili nella persona di

… O M I S S I S …

Premessa

 

.

Come noto, negli ultimi anni, le sinergie messe in campo dall’associazione culturale

“COSA NOSTRA” e da un numero imprecisato di rappresentanti istituzionali, si sono

consolidate nell’intento di realizzare due sogni: monopolizzare gli appalti pubblici e

vivacizzare l’economia con diversificate speculazioni finanziarie. Fortunatamente, la

crisi economica attuale, sta permettendo di rendere più agevole il raggiungimento

dell’obiettivo. Infatti, le moltissime imprese in difficoltà a causa della chiusura del

credito da parte delle banche, sono obbligate a rivolgersi agli usurai per andare

avanti. L’usura, come noto, è sempre stato uno dei canali privilegiati

dall’associazione culturale “COSA NOSTRA” per far girare i soldi, farli fruttare oltre

ogni limite e pulirli, proprio per mezzo del servizio sociale del prestito ad usura. E’

innegabile riconoscere che in questo campo l’associazione è sempre stata

all’avanguardia e al servizio del cittadino al quale ha permesso di evitare lunghe code

agli sportelli bancari e mantenere l’anonimato. Certamente, non va disconosciuto che

l’impegno congiunto dell’associazione e di certi rappresentanti istituzionali, ha

diligentemente aiutato a pervadere a 360% tutti gli ambiti esistenti per ripulire il

denaro.

Tra l’altro, oltre ai tradizionali settori di investimento, quali lo smaltimento dei rifiuti,

la droga, il traffico di esseri umani, di armi, la grande distribuzione, l’import-export e

la tecnologia, un’attenta analisi effettuata sul territorio da bravissimi consulenti scelti

tra gli amici degli amici, ha permesso di valutare positivamente le potenzialità di

investire denaro in nuovi e remunerativi campi come quelli delle energie rinnovabili,

la sanità privata, le telecomunicazioni etc. Per dette collaborazioni, i consulenti hanno

richiesto parcelle stratosferiche. Coscienziosamente, in virtù dell’impegno con cui si

sta tentando di risanare il debito pubblico è stato ritenuto utile, mossa audace ma

lungimirante, pagare i consulenti con una parte di soldi al nero, mentre la rimanente

somma è stata prelevata proporzionatamente dalle tasse dei contribuenti alla voce:

“cumannari è megghiu do futtiri”.

A conferma della loro onestà intellettuale, i citati illustri consulenti, hanno dato una

dimostrazione di non comune attaccamento alla poltrona, alla cosa pubblica e,

particolarmente, al denaro degli altri. Infatti, hanno anche contribuito a dare

indicazioni preziose, questa volta gratuitamente, relativamente a tutta una serie di

escamotage

” normativi percorribili per la realizzazione del controllo degli appalti

pubblici. Con grande slancio di intenti, hanno anche suggerito come fare a produrre

fatture false per evadere le tasse, aprire conti in paesi off-shore, costruire società

fantasma, “scatole cinesi”, allo scopo di spartire tangenti, individuare persone

decedute a cui intestare beni, ed ancora tanti, tantissimi altri raggiri utili alla causa e

con i quali è possibile creare “

fondi neri

” da reinvestire nell’acquisto di case, auto di

lusso, barche etc.

Tra l’altro, in considerazione del fatto che ci piacciono moltissimo le barzellette e la

gente sente il bisogno di rilassarsi e ridere a più non posso, abbiamo deciso di portare

tanta allegria, agevolando il reinserimento nel tessuto economico “

legale

” del denaro

provento di innumerevoli delitti. Con questa intelligente operazione siamo riusciti a

rendere “

quasi legittimo

”, mediante una stupenda ed appropriata depenalizzazione

con i fiocchi, tutto ciò che era un delitto “

strumentale

” al riciclaggio, come il c.d.

falso in bilancio

”. Ora, finalmente, le pene cui si soggiace nella improbabile ipotesi

di venire beccati sono estremamente lievi, perché è diventato, per l’appunto, una

meravigliosa

barzelletta

. Laddove non si possa trovare un adeguato spazio di

manovra, si provvederà a compensare con vari provvedimenti amministrativi

favorevoli agli interessi collegiali di entrambi gli schieramenti. Senza paure di

smentite possiamo dire che anche lo

Scudo Fiscale

sta contribuendo al risanamento

dei bilanci, attraverso il rientro in Patria di una parte dei capitali che, nel corso degli

anni, erano stati illegalmente, ma scrupolosamente, esportati all’estero, molti dei

quali, indiscutibilmente, sporchi di sangue in quanto appartenenti all’associazione.

Ovviamente, un sentito ringraziamento va a tutte quelle persone che diligentemente

hanno contribuito a far rientrare e rimettere in circolazione il denaro ripulito a dovere.

I contribuenti onesti che pagano regolarmente le tasse, soprattutto gli statali,

ovviamente devono soccombere e non rompere i coglioni con manifestazioni di

piazza che tanto creano disagio al traffico e, ancor più, danno l’impressione ai paesi

confinanti, che in Italia c’è qualche problema. E’ come dire che a Napoli c’è la

spazzatura sulle strade, inaudito. Le citate manifestazioni, oltre a rappresentare un

segno di inciviltà a cui non siamo abituati, creano problemi al risanamento del

bilancio pubblico poiché, qualora qualcuno tra le forze dell’Ordine o i dimostranti

dovesse riportare ferite, il ricovero ospedaliero e tutte le cure del caso graverebbero

sulle tasse degli italiani. Inoltre alle migliaia di appartenenti alle Forze dell’Ordine

messe in campo, bisognerà pagare gli straordinari, le trasferte, il vitto e l’alloggio,

anche se in ritardo di qualche anno. Purtroppo, i sindacati di Polizia ci attaccano ogni

giorno costringendoci, nostro malgrado, a pagare.

In considerazione del fatto che le notizie di cronaca degli ultimi 60 anni ci hanno

spiegato, con dovizia di particolari, quale metamorfosi ha coinvolto l’associazione e i

suoi consociati sparsi in tutta Italia ed all’estero, appare incontrovertibile dover

ammettere che la stessa, con grande capacità organizzativa e di infiltrazione, è

riuscita a raggiungere finalmente il quorum, ottenendo così il controllo agognato del

precitato monopolio.

Giunti a questo punto, ritenendole funzionali agli scopi geo/socio/politici e di

ammodernamento del Paese, si propongono le seguenti modifiche legislative, volte a

migliorare l’autonomia e la riorganizzazione dell’associazione culturale “

COSA

NOSTRA

”.

Qualora l’intento non fosse stato ancora recepito da alcuni rappresentanti istituzionali

c.d.

di coccio”,

giova preliminarmente ricordare che l’intendimento della proposta

di legge è quello di agevolare una più incisiva penetrazione nell’apparato pubblico,

area più difficile da investigare poiché riconducibile all’alveo dell’economia

legale o presunta tale, se si considera che la sovrapposizione tra quella legale e

illegale è diventata oramai indistinta.

Al fine di evitare equivoci, si precisa che la proposta di legge, mira anche a tutelare

gli interessi dei c.d. “

colletti bianchi e/o sudici

”, personaggi noti e di comprovata

esperienza in tutti i settori speculativi dell’apparato pubblico e privato. E’ cosa

risaputa che la ramificazione, l’inabissamento e la collocazione di corrotti e corruttori

nei settori dell’economia legale, deve rappresentare un punto fermo del presente

decreto e non soggetto a modifiche o interpretazioni di sorta.

Appare opportuno ricordare che esperienze pregresse, hanno costretto gli apparati

statali a correre ai ripari, con l’emanazione di norme urgenti a tutela dei conflitti

degenerativi tra i contendenti dell’

affare fiutato

. Tali conflitti hanno creato piccole

falle alla “

struttura

”, per due motivi. Il primo perché ha mosso l’intervento della

macchina giudiziaria ed investigativa. Il secondo, per aver determinato l’incontro tra

noti personaggi pubblici e noti “

latitanti

”, i quali si sono dovuti adoperare per

addivenire a nuovi accordi e trovare soluzioni alla problematica. Questi incontri

hanno comportato il rischio di far mettere in correlazione i predetti e, ancor più,

arrestati, pur certi di rimanere ai domiciliari. Tutto ciò avrebbe potuto provocare un

effetto domino che, inutile dirlo, poteva creare gravi ripercussioni al bene comune

che, invero, deve essere attentamente tutelato e protetto. Quindi la parola d’ordine è

okkio

” a non commettere errori.

Eventuali incontri chiarificatori devono essere assolutamente clandestini o svolti in

noti “

meeting”

dove è normale incontrarsi, parlare e salutarsi. Onde evitare rischi

inutili è assolutamente vietato l’uso del telefonino, fatto noto e risaputo ma sempre

oggetto di scriteriate ricadute. E’ sempre opportuno mantenere in atto le vecchie e

consolidate regole, con l’aggiunta di un pò di tecnologia. Pertanto, gli incontri,

devono essere prestabiliti di volta in volta esclusivamente attraverso l’uso di skype o

messenger, utilizzando i call center presenti nel territorio. Preferibilmente sarebbe

opportuno utilizzare i call center gestiti dagli amici che non chiedono documenti per

la registrazione.

Ad ogni buon fine si consiglia l’uso di documenti falsi.

Qualora dovessero subentrare guasti tecnici quali, mancanza di energia elettrica o

altri fenomeni esterni non preventivabili c.d. “

sbirritaggine

”, si può procedere, in

estrema ratio, all’utilizzo dei vecchi pizzini che, a mali estremi, si possono ingoiare.

Nell’interesse generale, al fine di mantenere l’equilibrio derivato da questa lunga e

miracolosa pax, onde agevolare l’azione di espansione e di convivenza tra tutti i

soggetti de quibus, nonché il controllo dei posti di potere e l’accreditamento nei

salotti buoni dell’alta finanza

” al fine di ottenere legittimità pubblica derivante

dalla notorietà delle frequentazioni, appare conveniente inserire nel testo una norma

c.d. “

salva vita” e/o “salva carcere

”. Come molti altri modelli precostituiti

sapientemente a tavolino, la futura norma dovrà essere concepita con l’intento che

possa essere “

allargata – incomprensibile- ambigua- incoerente

”. Questi requisiti

devono essere ineccepibili, affinché nessuno ne comprenda bene il senso, condizione

primaria per renderla favorevole all’elite.

Se le cose si mettessero proprio male, male, male, si può sempre ricorrere all’utilizzo

e comprovato stratagemma del “

fumus persecutionis

ordito dalle forze avverse allo

scopo di impedire alla compagine di lavorare con serenità, serietà, imparzialità e

correttezza alle problematiche del Paese, mettendo in giro voci false e tendenziose.

Tuttavia, prendendo spunto da un vecchio e sapiente detto popolare siciliano che

recita “

cu si vaddau si savvau

”, abbiamo ponderato che, al fine di rendere più

veritiero lo stratagemma del “

fumus persecutionis

sarebbe stato più convincente

effettuare un corso, adeguato allo scopo. Orgogliosi di questa brillante idea, è stato

approntato un progetto, attingendo dai fondi comunitari europei, con l’alto scopo di

dare vita ad una serie di lezioni di

retorica,

mimica, recitazione, sollecitazione delle

ghiandole lacrimali, postura, galateo, lettura del labiale

. Alla fine del corso è stato

stilato un decalogo dettagliato, con l’indicazione delle migliori tecniche da utilizzare

per l’incanto della credulità popolare e non.

In estrema sintesi, è stato stabilito all’unanimità, che la tecnica più vantaggiosa per

diventare famosi, acquisire popolarità e lanciare messaggi subliminali è quella di

partecipare a trasmissioni e dibattiti televisivi. Tale scelta, ovviamente, non è stata

fatta esclusivamente allo scopo di abbracciare un pubblico maggiore ed eterogeneo.

La scelta è stata dettata dal fatto che in questo modo la gente non può intervenire,

ancor meno con il telefono o le mail sempre intasate, facendo sì che il dibattito

rimanga limitato tra i contendenti in studio.

Ma facciamo un esempio concreto ed aderente alla realtà.

Se, si stesse intervenendo in una trasmissione televisiva, ed improvvisamente

l’avversario politico cominciasse ad esternare un concetto ragionevole e contrario

agli interessi della coalizione o, ancor peggio, a favore della giustizia in senso lato, la

migliore tecnica suggerisce di: sbarrare gli occhi il più possibile – aprire la bocca

fingendo stupore – allargare il palmo delle mani leggermente verso l’alto e poi

ricongiungerle all’altezza dello sterno facendole battere – dondolare la testa in segno

di diniego, accompagnando il gesto da un leggero sorriso ironico – fare finta di voler

andare via dalla trasmissione ma non prima di aver cercato con lo sguardo il consenso

del pubblico. (

in questo caso sarebbe opportuno che tra il pubblico sia presente

qualche amico che dovrà essere pretestuosamente inquadrato al momento giusto per

dare l’impressione di essere costernato ed a favore del concetto di chi si sta

esprimendo

).

Ovviamente, se il conduttore non intervenisse mandando in onda la pubblicità o

chiedendo all’indignato di rimanere in trasmissione, bisogna guadagnare tempo

cominciando a gesticolare vistosamente, alzarsi e poi sedersi, e poi ancora alzarsi e

risedersi, facendo finta di volersi togliere il microfono di dosso, stando attenti a non

riuscirci veramente.

Se l’avversario politico continuasse imperterrito ad esprimere il suo concetto,

cominciare immediatamente a gridare il più possibile per sovrapporsi alla sua voce,

allo scopo di non far sentire e/o capire niente ai telespettatori o al pubblico presente

in sala. Non importa pronunciare frasi sconnesse, stupide, o esprimere concetti che

non stanno né in cielo, né in mare, l’importante è parlare coprendo le parole

dell’altro. Qualche giornale che scriverà a favore dell’indignato si troverà senza

grossi problemi, basta promettere qualche avanzamento di carriera e tutto è fatto.

Un altra tecnica astuta, anch’essa largamente utilizzata e con eguale effetto della

precedente è quella c.d. “

aplomb”.

Bisogna sempre tenere ben presente che, il timbro

della voce deve essere basso e soave.

In questo caso l’abito indossato deve essere di foggia nuova, scuro, con i giusti

accostamenti dei colori di cravatta e calze. Con l’utilizzo di questa tecnica, è

consigliabile l’uso strumentale di occhiali privi di diottria, ma apparentemente da

vista anche se si avessero 10/10. Sin dal Medioevo l’uso dell’occhiale attribuiva lo

status di individuo sapiente, qualificato, colto, ma anche un pò timido ed a tratti

smarrito. Dal punto di vista psicologico questa figura fa pensare ad una persona seria,

posata, onesta, insomma uno che si può votare. Ovviamente i capelli devono essere

corti e curati, il viso rasato. Evitare assolutamente l’insulto. Non contraddire

l’avversario politico anche se non si è d’accordo. Tutt’altro, bisogna far credere che si

sta dalla sua parte. Quest’atteggiamento produce la percezione sensoriale e visiva

dell’equilibrio, della persona onesta e perbene. Può rappresentare un valore aggiunto

l’atto di tenere sempre tra il dito indice e il medio una penna, nonché un block notes

dove fingere di prendere appunti.

La donna, invece, deve apparire dignitosa, cortese e naturalmente raffinata. Non deve

apparire mai volgare, sempre composta e anche un pò misteriosa. Evitare di

accavallare le gambe ma tenerle sempre vicine, leggermente inclinate di lato.

Un’abile sistemata alla gonna ogni 10 minuti circa, attribuisce un senso di pudore e

crea la percezione di una persona severa ed efficace. Per l’abbigliamento è meglio

l’utilizzo di un tweed nei toni del marrone, del grigio, verde o blu, tacchi moderati,

borsa né troppo grande né troppo piccola, ma soprattutto evitare di essere addobbati

di gioielli. Nell’esprimere la sua opinione deve stare attenta a non eccedere mai, né

in un senso né nell’altro. Sarebbe opportuno dire brevemente qualcosa della sua

famiglia, per esempio che il bambino la sta guardando, che avrebbe voluto metterlo a

letto prima della trasmissione o che gli ha fatto fare i compiti. L’idea di mamma

dolce e amorevole deve rimanere impressa nell’immaginario collettivo. Deve parlare

sempre con un tono di voce deciso ma basso e gesticolare il meno possibile. È sempre

preferibile evitare il turpiloquio. La cura delle mani, dei capelli, del trucco sono

essenziali, mai essere eccessivi. Per ottenere un effetto migliore tra il pubblico, deve

dare l’idea di essere una donna moderna ma allo stesso tempo tradizionale. La parola

d’ordine è bon ton. Se non si è sposati, sarebbe opportuno limitarsi a dire che l’idea

della famiglia è affascinante e che si è in attesa del principe azzurro.

Ricordarsi sempre di “

minimizzare

” i fatti accaduti, soprattutto se riguardano la

salute pubblica o, ancor peggio la coalizione. Se pure ci fosse un’epidemia di colera

con migliaia di morti bisogna dire che la situazione è sotto controllo, che non ci sono

ricadute negative per la popolazione e che gli esperti sono ad un passo dalla

soluzione. Qualora messi a disagio da fatti incontrovertibili, assumere un

atteggiamento rabbioso, tipico di quello che non ne sapeva nulla, che veramente è

costernato e vuole prendere severi provvedimenti. In questo caso utilizzare un tono

severo della voce e frasi ad effetto del tipo: “o la cosa si chiarisca al più presto o

lascio – chiederò una commissione di inchiesta – non guarderò in faccia nessuno – ci

vuole rigore e coraggio – questa volta andrò fino in fondo – chiederò un incontro

urgente – prendono in giro il Paese – è un atto di irresponsabilità etc”. Altre parole

ad

effetto

da utilizzare in ambito soprattutto televisivo o nel corso di dichiarazioni

pubbliche sono “

aboliremo” e “popolo

”. Va benissimo dire: “aboliremo la tassa per

… aboliremo l’uso strumentale … aboliremo la legge che …”

E poi: “ il popolo è stanco – il popolo ci chiede di far sentire la sua voce – il popolo

non può essere abbandonato al suo destino – il popolo ha ragione – il popolo chiede

un nostro intervento” etc. A male estremi si può sempre usare l’escamotage

dell’Europa. Basta dire: “c’è il rischio di perdere i fondi stanziati dall’Europa”.

Ovviamente è inutile ricordare che se si dovesse votare per l’autorizzazione a

procedere nei confronti di un politico, una delle regole non scritte è quella di non

votare a favore del suo arresto o quanto meno mettersi d’accordo prima per non

raggiungere il quorum”. Ricordarsi del vecchio e attuale detto: “tra cani non si

mozzicano” o “ oggi ti copro io, domani mi copri tu”.

Evitare assolutamente in tutti i modi di parlare di “

lotta all’evasione

”, potrebbe

diventare argomento di dibattito e alla fine qualcuno rischierebbe veramente di

prendere in considerazione la cosa.

Dopo questa lunga ma doverosa premessa introduttiva, si rende necessario delineare

nei seguenti articoli, gli scopi primari del presente disegno di legge.

*******

Art. 1 – Si propone l’avvicendamento della denominazione che ha reso celebre

l’associazione culturale “COSA NOSTRA” con “COSA PUBBLICA”.

L’associazione non ha fini di lucro. Gli alti valori sociali, morali, spirituali,

filantropici ed i benefici che ha reso al Paese, soprattutto nel campo della

dell’invenzione tecnologica c.d. “

timer a tempo

”, sono sotto gli occhi di tutti. Come

noto la tecnologia ha reso molto appetibile l’uso del

timer,

soprattutto per le

esplosioni telecomandate a distanza, utilissime per eliminare le persone oneste che

credevano in un ideale. E’ stato provato scientificamente che in molti ambienti si è

festeggiato con l’apertura di numerose bottiglie di champagne.

Art.2 – Allo scopo di premiare la citata associazione, per l’indiscutibile successo

riscosso all’interno di certi organismi c.d. “

collaterali ed affini

”, nonché per

suggellare il riconoscimento definitivo della stessa in ambito nazionale, si propone la

cancellazione della locuzione “COSA NOSTRA” dai libri di testo scolastici, allo

scopo di perseguire l’alto scopo sociale della “

perdita della memoria

” delle

generazioni a venire.

Art.3 – Al fine di agevolare ulteriormente la metamorfosi, l’espansione e la

segretezza di rinomate LOBBY affaristiche, contigue alla citata organizzazione, si

rende necessaria la loro mimetizzazione, anche mediante apertura di società di

servizio fittizie ed intestate a prestanome. Tutto ciò, onde pervenire alla realizzazione

di una struttura unitaria, piramidale e trasversale, appositamente costituita per il

controllo definitivo della “COSA PUBBLICA”. In questo caso è strettamente

necessaria l’applicazione di una mirata sanatoria per la regolarizzazione ed è

consigliata un’apposita depenalizzazione ad hoc.

Art. 4 – Qualora non fosse ancora chiaro, si rende necessario ribadire, che lo scopo

primario e l’intendimento che si prefigge il decreto de quo, è quello di far confluire in

via permanente, mediante fusione, l’associazione culturale COSA NOSTRA in

COSA PUBBLICA, a beneficio di tutti gli intrecci architettati da quei soggetti che,

nell’interesse proprio e degli amici degli amici che li hanno collocati nei posti giusti,

hanno necessità di continuare a trarre e far trarre profitti vari ed eventuali. Il decreto

non lascia adito ad interpretazioni di sorta, laddove stabilisce che i fondi accumulati

devono essere assolutamente depositati in conti bancari offshore.

Art. 5 – Nell’interesse generale, l’eventuale successo della presente proposta di legge,

contribuirà al consolidamento della fitta rete di relazioni interpersonali tra i

contendenti della cosa PUBBLICA/PRIVATA, con la possibilità del mantenimento e

incremento di ulteriori sbocchi economici e di potere quali: accaparramento di

concessioni e appalti – speculazioni in borsa – posti di lavoro escogitati, meditati,

inventati e controllati per sistemare figli, parenti, amici – mantenimento del potere

derivante dalla propria funzione – arricchimenti vari a beneficio di tutti i soliti noti –

mantenimento dell’anonimato a favore delle “

eminenze grigie”

che dalla loro

posizione privilegiata riescono a controllare i controllori ed avvicendarli con altri,

qualora non più gestibili o adeguati alla causa.

P.Q.M.

VISTO

 

l’articolo 1 maggio 1947, comma 11, e successive modificazioni ed

integrazioni; (

1 maggio 1947

venne compiuta la strage di Portella della ginestra – 11

morti)

VISTA

 

la legge 31 ottobre 1965 nr.1261; (legge con la quale viene determinato lo

stipendio dei parlamentari)

UDITO

 

il parere del Comitato direttivo, espresso ed approvato il 16 marzo 1978 e

successive modifiche largamente approvate dalla sezione consultiva nelle adunanze

previste ed approvate all’unanimità il 9 maggio 1978; (il

16 marzo 1978

venne

sequestrato il Presidente della DC

Aldo Moro

e furono massacrati i 5 uomini di

scorta

– 9 maggio 1978 fu ucciso Aldo Moro

)

ACQUISITO IL PARERE

 

della competente Commissioni italo/americana del 21

luglio 1979 nr.1; (

21 luglio 1979 venne ucciso il Commissario di Polizia

Boris

Giuliano

)

SENTITO

 

il parere delle varie commissioni riunitesi in seduta plenaria il 6 gennaio

1980; (il

6 gennaio 1980 venne ucciso il Presidente della Regione Siciliana

Piersanti

Mattarella

)

RITENUTO

 

funzionale agli interessi dello “Stato nello Stato”,

l’azione effettuata

con grandissimo zelo, alto senso del dovere e sprezzo del pericolo, da parte di tutti i

soggetti pubblici, che hanno depistato, ostacolato e/o distrutto le prove relativamente

a quanto verificatosi il 27 giugno 1980 nr.81 (il

27 giugno 1980

avvenne la strage di

Ustica – 81 morti)

VISTA

 

la comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, a norma

dell’articolo 2 agosto 1980 nr. 85; (il

2 agosto 1980

avvenne la strage di Bologna – 85

morti)

EMANATO

 

con promessa di cambiamenti e ammodernamenti futuri non prevedibili

al momento, quanto previsto dalla legge

30 aprile 1982

nr. 416/bis e successive

modifiche ed integrazioni del

30 aprile 2007 e dell’agosto 2008 (il

30 aprile 1982

venne ucciso

Pio La Torre,

il Giudice che propose la legge che introduceva il reato

di associazione mafiosa – art. 416/bis. Il 30 aprile 2007 fu titolato in suo nome

l’aeroporto di Comiso. Nell’agosto 2008 il nome fu cambiato)

UDITO

 

il parere della commissione 3 settembre 1982

nr.3 relativamente al neoequilibrio

tra mafia, politica ed imprenditoria; (il

3 settembre 1982

venne ucciso il

Generale dei Carabinieri Carlo Alberto DALLA CHIESA, insieme alla moglie e un

agente di scorta – 3 morti)

VALUTATA

 

la necessità di evitare che si riproponesse la diffusione di notizie che

potessero mettere in relazione il connubio mafia/affari/politica, informazioni che

hanno creato problemi di stabilità e credibilità del consiglio direttivo, il quale ha

risolto il contenzioso con l’applicazione delle modifiche previste e punite dalla

commissione del 5 gennaio 1984 nr.1; (

5 gennaio 1984

venne ucciso il giornalista

catanese Pippo FAVA)

VISTO

 

il decreto legislativo 23 maggio 1992 nr.5 e successive modifiche del 19

luglio 1992 nr.6 con le quali “menti raffinatissime” hanno cancellato in via

“definitiva” due problematiche sociali di difficile controllo; (il

23 maggio 1992

avvenne la strage di Capaci 5 morti

il 19 luglio 1992

avvenne la strage di via

Damelio 6 morti)

VALUTATA

 

la necessità di applicare quanto previsto dal decreto legge del 13 luglio

1994; (Il

13 luglio 1994

il governo vara il decreto Biondi – definito il Decreto

“antimanette” o “salva ladri” – che abolisce la custodia cautelare, limitandola ai casi

di omicidio e di reati associativi (mafia, terrorismo). Quel decreto classifica i reati di

corruzione e concussione come reati minori, per i quali al posto della carcerazione

preventiva vengono previsti gli arresti domiciliari. De Lorenzo, Di Donato e altri

politici di “tangentopoli” escono dal carcere. La minaccia di dimissioni in massa dei

PM del pool Mani pulite e le massicce proteste degli italiani spingono il Parlamento a

non convertire in legge il decreto, che decade.

RITENENDO

 

di dover mantenere ancora nel limbo la legge 3 agosto2007 nr.124 e

successive modifiche, con le quali sono state determinate le regole sul segreto di

Stato;

ACCERTATA

 

l’opinione del Ministro dell’Interno in relazione ai fatti del 19 marzo

2002; (il

19 marzo 2002

fu ucciso il Prof. Marco Biagi – vds. commento del Ministro

dell’Interno di allora nei confronti del Prof. Biagi)

ASCOLTATO

 

il parere degli esperti riunitesi nell’assemblea plenaria, i quali hanno

deliberato di recedere dall’intento per salvare la faccia, rispetto a quanto proposto

l’

11 ottobre 2007

; (vedasi articolo dell’11.10.2007 con cui un Onorevole, nel corso

di una intervista disse che era triste titolare l’aeroporto palermitano Punta Raisi a

Falcone e Borsellino)

RITENUTO

 

fondamentale, evitare il rischio che le rendite maturate dalle società a

partecipazione statale, convogliante nella “

C.R.I.C.C.A. S.P.A.

”, potrebbero avere

ripercussione contrapposte alla tutela degli interessi personali attuali e futuri dei suoi

affiliati;

CONSIDERATO

 

assolutamente prioritario per il Paese, tutelare la fitta rete

modellata ad hoc al fine di e mantenere gli interessi di faccendieri, corruttori,asserviti

al potere, portaborse, mercenari, ricattatori, nonché preservare lo status quo di politici

con doppi, tripli e quadruplici incarichi, nonché il potere derivante dalla loro carica;

ACCERTATA

 

la necessità di favorire la funzione pubblica della “

C.R.I.C.C.A.

S.P.A.

” a favore degli interessi dello “Stato nello Stato”

previsto dall’art. P2 – P3 –

P4 – P5 – P6 con l’applicabilità dell’art. P38 in caso di assoluta necessità volta a

tutelare gli interessi generali e/o dei singoli;

RITENUTI

 

illegittimi e contrari agli interessi dello “Stato nello Stato”

i conflitti

d’interesse che si vogliono addebitare a pseudo “

lobby

” politico/affaristiche che,

invero, con grande capacità organizzativa, intellettuale e senso civico, sono riusciti

ad espandersi su tutto il territorio nazionale, affermandosi attraverso il comprovato

utilizzo del complotto e mirate azioni e/o omissioni di elevata professionalità,

finalizzate alla specializzazione della turbativa d’asta, abuso d’Ufficio e leggi e

decreti vari fatti, meditati e realizzati nel loro interesse;

RITENUTO

 

legittimo mantenere, tutelare ed ampliare l’amministrazione di beni di

famiglia, azioni personali e/o di società aperte a titolo esclusivo di aumentare i

profitti personali della

C.R.I.C.C.A S.P.A. e Co

.

RITENUTA

 

permanente la necessità di continuare a fare provvedimenti ad hoc

nell’interesse generale dello “

Stato nello Stato”, SE & O

;

VALUTATA

 

l’approvazione dei cittadini italiani, attraverso lo strumento

referendario, di essere rappresentati in Parlamento da noti e famosi personaggi resisi

responsabili di estorsione, evasione fiscale, truffa, corruzione, bancarotta,

finanziamento illecito, falsa testimonianza, falso in bilancio e frode fiscale, banda

armata e associazione sovversiva, diffamazione, resistenza a pubblico ufficiale,

corruzione giudiziaria etc.;

CONSIDERANDO

 

l’assoluta necessità di tutelare i condannati con sentenza

definitiva per i reati suddetti, nonché tutti quelli che si sono avvalsi dello strumento

della prescrizione, affinché non si lascino sfuggire le laute pensioni a vita e

continuino a mantenere lo status quo dei benefici acquisiti e derivanti ;

VISTI

 

i pareri favorevoli delle competenti commissioni parlamentari le quali hanno

riconosciuto aderente alla realtà, quanto riportato a pag. 47 del libro Nelle mani di

nessuno;

RITENUTO

 

vantaggioso, tutelare ed accrescere la dissimulazione, la forza della

intimidazione e il vincolo di assoggettamento volto ad acquisire in modo diretto o

indiretto la gestione o il controllo di attività economiche, di concessioni, di

autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi

dell’associazione culturale “COSA NOSTRA e dei suoi affiliati;

CONSIDERANDO

 

discriminatoria, dissacratoria e offensiva, nei confronti dei suoi

componenti e delle “

lobby

” politico/massoniche/affaristiche che orbitano in

quell’area, l’ormai anacronistica locuzione “

COSA NOSTRA”,

,

CONSIDERANDO

 

i legittimi e comprovati scopi di pubblico e privato servizio che

si prefiggono i suoi appartenenti, nonché i benefici scopi volti ad agevolarne la

diffusione, anche attraverso giuramento d’onore;

APPROVATO “quale estrema ratio”

 

dalla commissione affaristica precitata, l’uso

legittimo della “lupara bianca” “scioglimento nell’acido” “attentati”

“delegittimazione a mezzo stampa” e quant’altro ritenuto utile al raggiungimento

dello scopo;

RITENUTO

 

fondamentale mantenere i consolidati rapporti tra tutti i soggetti

indicati nel presente decreto, al fine di continuare e migliorare i rapporti istituzionali

soprattutto riguardo al capitolo “riciclaggio di denaro sporco”;

VISTI

 

gli effetti positivi di “certa

” disinformazione, condotta in maniera seria,

esemplare e mirata su mass media locali e nazionali, nonché sulla carta stampata nel

corso degli anni;

VISTO

 

il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (d.P.C.m

.).

ORDINA

 

che l’obsoleto e cacofonico lemma “COSA NOSTRA

” venga

immediatamente sostituito dalla più appropriata locuzione “

COSA PUBBLICA

”,

termine appositamente conglobato per ampliamento, ammodernamento e

perfezionamento delle procedure operative dell’associazione, compreso

l’inabissamento mediante pubblica funzione, procedura condivisa ed accettata, dopo

numerosi e segreti incontri, da tutti i delegati;

DISPONE

 

che il presente provvedimento sia notificato dopo l’esecuzione a tutti i

legittimi interessati anche se attualmente dislocati presso le benefiche strutture

dell’Amministrazione Penitenziaria;

DELEGA

 

la C.A.S.T.A. S.P.A.

per gli adempimenti diversi da quelli da eseguirsi a

cura del Governo

NOTA DELL’AUTORE

Tutto quanto scritto è espressione di fantasia ed il suo fine è esclusivamente

utilizzato alla facilitazione della satira. Nessun concetto può essere ritenuto scorretto

o illegale. Ogni riferimento a fatti, persone, leggi e decreti, luoghi o sigle esistenti è

oggetto di satira e fa parte dell’opera d’ingegno di un uomo libero, così come

riconosciuto dall’art.

21 della Costituzione della Repubblica italiana che sancisce

:

tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo

scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Le uniche cose che non possono considerarsi satira ma sono state volutamente

scritte da Gianni Palagonia con il fine “nobile” di ricordare i morti, sono le date

riportate e riferite ai loro eccidi.

Al fine di evitare di far perdere tempo a qualcuno, pubblico una Sentenza della Corte

di Cassazione.

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

SEZIONE III CIVILE

Sentenza 8 novembre 2007, n. 23314

Il comma nr. 7.1. della citata sentenza recita:

Com’è noto, la satira è configurabile come diritto soggettivo di rilevanza

costituzionale; tale diritto rientra nell’ambito di applicazione dell’art. 21 Cost.

che tutela la libertà dei messaggi del pensiero.

Il diritto di satira ha un fondamento complesso individuabile nella sua natura di

creazione dello spirito, nella sua dimensione relazionale ossia di messaggio

sociale, nella sua funzione di controllo esercitato con l’ironia ed il sarcasmo nei

confronti dei poteri di qualunque natura.

Comunque si esprima e, cioè, in forma scritta, orale, figurata, la satira

costituisce una critica corrosiva e spesso impietosa basata su una

rappresentazione che enfatizza e deforma la realtà per provocare il riso.

Ne è espressione anche la caricatura e, cioè, la consapevole ed accentuata

alterazione dei tratti somatici, morali e comportamentali di una persona

realizzata con lo scritto, la narrazione, la rappresentazione scenica.

La satira è espressione artistica nella misura in cui opera una rappresentazione

simbolica che, in modo particolare la vignetta, propone quale metafora

caricaturale.

La peculiarità della satira, che si esprime con il paradosso e la metafora

surreale, la sottrae al parametro della verità e la rende eterogenea rispetto alla

cronaca; a differenza

di questa che, avendo la finalità di fornire informazioni su fatti e persone, è

soggetta al vaglio del riscontro storico, la satira assume i connotati

dell’inverosimiglianza e dell’iperbole per destare il riso e sferzare il costume.

Insomma, la satira è riproduzione ironica e non cronaca di un fatto;

essa esprime un giudizio che necessariamente assume connotazioni soggettive ed

opinabili, sottraendosi ad una dimostrazione di veridicità.

Mentre l’aperta inverosimiglianza dei fatti espressi in forma satirica esclude la

loro capacità offensiva della reputazione, dell’onore e del prestigio, diversamente

deve dirsi in caso di apparente attendibilità di tali fatti. Incompatibile con il

parametro della verità, la satira è, però, soggetta al limite della continenza e

della funzionalità delle espressioni

adoperate rispetto allo scopo di denuncia sociale perseguito.Sul piano della

continenza il linguaggio essenzialmente simbolico e frequentemente paradossale

della satira – in particolare di quella esercitata in forma grafica – è svincolato da

forme convenzionali, per cui è inapplicabile il metro della correttezza

dell’espressione.

********

AFORISMI SULLA POLITICA

Crede che quei banchieri siano in prigione? Nossignore. Sono fra i

cittadini più stimati della Florida. Sono feccia, almeno quanto i politici

disonesti! Creda, io ne so qualcosa. E’ da tempo che mangiano e si vestono

con i miei soldi. Finché non sono entrato nel racket non sapevo quanti

imbroglioni indossano abiti costosi e parlano con accento da signori.

Al Capone

Quando i molti governano, pensano solo a contentar sé stessi, e si ha allora

la tirannia più balorda e più odiosa: la tirannia mascherata da libertà.

Luigi Pirandello

Una volta i potenti per sottomettere il popolo usavano la forza, le leggi e la

religione, ora dispongono anche del calcio e della televisione.

Carl William Brown

Non si dicono mai tante bugie quante se ne dicono prima delle elezioni,

durante una guerra e dopo la caccia.

Otto von Bismarck

Governare è far credere.

Niccolò Machiavelli

Mentre il governo vi frega l’opposizione vi da l’illusione di salvaguardare i

vostri diritti, quando finalmente le cose cambiano l’opposizione va al

governo, il governo va all’opposizione e voi continuate tranquillamente ad

essere fregati.

Carl William Brown

Il potere è una forma di schiavitù con l’illusione del comando

Gianni Palagonia

 

“Decreto ministeriale” di Gianni Palagoniaultima modifica: 2011-06-30T20:07:10+02:00da ice_tear
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