11/05/2008
Encomio Solenne
Intitolasti questa poesia "L'anniversario", papà. Chissà che giorno era quando la scrivesti. L'ho ritrovata tra le tue cose, scritta con la tua bella calligrafia su due fogliettini semplici, quasi l'avessi scritta di getto in un luogo improvvisato. Ti immagino, seduto sotto un albero nella campagna nebbiosa, in una di quelle albe in cui, da solo, te ne andavi a caccia. Erano forse gli unici momenti che dedicavi ai ricordi che erano tuoi e solo tuoi e che in quella solitudine potevi rivivere senza essere disturbato dai rumori del mondo. "Noi non siamo mai veramente tornati" disse un giorno qualcuno dei tuoi compagni di prigionia. Ecco, forse in quei momenti, tornavi lì, nel mare di ghiaccio della steppa, dove un pezzo della tua anima era restato per sempre. Sai che solo qualche tempo fa mi sono resa conto che tutte le volte che mi volesti al tuo fianco in quelle brevi passeggiate, non sparasti mai un colpo? Non ti ho mai visto uccidere un uccello eppure so che eri un gran tiratore. Poi, con gli anni ho capito! Ho capito che davanti a me ,piccola, non lo avresti mai fatto e che quelle passeggiate erano solo una delle tante occasioni per camminare fianco a fianco e potermi comunicare quello che avevi nel cuore, come un segreto che volevi che io custodissi per sempre. Ecco papà, vedì? Io l'ho portato con me in tutti questi anni quello che mi hai insegnato ma come mi dicesti tu un giorno: "tutto ciò che la vita ci dona deve essere a sua volta donato perchè dia i suoi frutti." Questo è il senso di questo blog ,papà.
Donare umilmente quello che ho imparato da te... il coraggio di vivere! Se servirà a far riflettere anche una sola persona, avrò assolto a ciò che mi insegnasti: donare non cose materiali ma quei sentimenti ,quelle virtù, quella verità che sono il fondamento di ogni Uomo degno di tale nome. Ho pensato a lungo prima di pubblicare questa poesia che poi poesia non è. Ho ripensato al tuo essere schivo, al tuo essere intimamente umile, al tuo voler sempre sminuire ogni tuo pensiero o emozione frutto di sofferenza ma so che comprenderai e sorriderai questa volta se offrirò il tuo pensiero e le tue emozioni a chi li vorrà condividere.
Donare umilmente quello che ho imparato da te... il coraggio di vivere! Se servirà a far riflettere anche una sola persona, avrò assolto a ciò che mi insegnasti: donare non cose materiali ma quei sentimenti ,quelle virtù, quella verità che sono il fondamento di ogni Uomo degno di tale nome. Ho pensato a lungo prima di pubblicare questa poesia che poi poesia non è. Ho ripensato al tuo essere schivo, al tuo essere intimamente umile, al tuo voler sempre sminuire ogni tuo pensiero o emozione frutto di sofferenza ma so che comprenderai e sorriderai questa volta se offrirò il tuo pensiero e le tue emozioni a chi li vorrà condividere.
L'Anniversario
Avanti, più avanti, cammina
la steppa non termina mai?
Più non mi segue il corpo
e la sosta, la sosta non viene.
Strisciando si snoda la lunga colonna
Lasciando relitti
qua e là per la pista.
Nel cielo planando dei lugubri corvi,
volteggiano muti
seguendo il corteo.
Inatteso, improvviso
viene il segnale
falciati restiamo
sul bianco infinito del ghiaccio
che sordo, implacabile (...).
Vicino il compagno mi guarda,
lo guardo, negli occhi si leggon
domande, risposte- in silenzio.
E’ stupore perduto nei sensi
non parla ma brancola in fremiti,
più tardi starà come un cumulo nero
a segnare il cammino.
Un delirio mi invade
mi schianta, mi porta
come un miraggio...
son voci, son volti
di tempi men tristi
mi passan come in rassegna
e svaniscono pian piano.
Rimani illusione,
sussulto di vita languente,
ripeti il tuo canto,
lamento di cigno a meriggio
Ma invano, più stanco, più lungo
il cammino riprende
coi segni di fame, di sete, di freddo
stampati sul viso,
con gli occhi nel vuoto
che cercan la vita.
Avanti, più avanti, cammina...!
Encomio solenne:
"Prigioniero di guerra, al fine di alleviare le sofferenze degli altri prigionieri, si offriva volontariamente per il traino giornaliero di slitte cariche di legna da ardere, effettuando nella steppa, per tutto l'inverno 1945/1946, un percorso complessivo di circa chilometri 2.700. Tale immane fatica, ostacolata da proibitive condizioni atmosferiche, sopportata con stoica perseveranza, diede i suoi frutti determinando la possibilità di resistenza dei prigionieri durante l'inverno".
Campo 160 (Russia)
Questo eri Tu...
"Prigioniero di guerra, al fine di alleviare le sofferenze degli altri prigionieri, si offriva volontariamente per il traino giornaliero di slitte cariche di legna da ardere, effettuando nella steppa, per tutto l'inverno 1945/1946, un percorso complessivo di circa chilometri 2.700. Tale immane fatica, ostacolata da proibitive condizioni atmosferiche, sopportata con stoica perseveranza, diede i suoi frutti determinando la possibilità di resistenza dei prigionieri durante l'inverno".
Campo 160 (Russia)
Questo eri Tu...
















