08/06/2008

Per Arciere

Incollo di seguito la lettera inviata dal Maresciallo Arciere al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Arciere è il maresciallo dei carabinieri che faceva parte del gruppo di Crimor,gruppo guidato dal capitano ultimo,che arrestò Riina.

"Signor Presidente della Repubblica,chi Le scrive è il Maresciallo dei Carabinieri [...], soldato tra i Suoi soldati, per rivolgerLe una preghiera.La prego di voler accettare, in restituzione, la medaglia che il Presidente della Repubblica pro tempore Carlo Azeglio Ciampi volle concedermi, in data 20 aprile 2006, con atto n.1 del registro diplomi e n.247 di posizione, a seguito del ritrovamento delle opere d’arte trafugate dalla palazzina di caccia di Stupinigi, onorandomi di una ricompensa che mi riempì di gioia ed intensa commozione. Gioia che è stata offuscata dal venire a sapere che, quella mia attività di indagine è, da mesi, all’attenzione della Magistratura torinese che ha deciso di iscrivermi nel registro degli indagati per il reato di concorso in estorsione. Ma non è un problema legato a me, la mia dignità è stata calpestata senza alcun riguardo, la stampa ha banchettato sulle spoglie del guerriero caduto, suggendo alle sue ferite, senza che una voce si alzasse in mia difesa. Il problema, ora, è quello di difendere il mio Presidente, Capo delle Forze Armate e simbolo della Patria, che, a sua volta, potrebbe essere oggetto di analogo attacco. Questo non potrei accettarlo. Un soldato, perché tale sono, muore per il proprio Comandante, senza un lamento e senza esitazione. Mi conceda, pertanto, di riconsegnare, personalmente, nelle Sue mani, la preziosa onorificenza, di cui sono e Le sarò, per sempre, grato, concedendomi il privilegio di evitare che il fango delle accuse macchi il prezioso simbolo.Nella mia anima il ricordo dell’onore concessomi rimarrà immacolato e mi darà la forza di affrontare questa sorta di persecuzione che mi distrugge la vita, sia professionale sia privata. Confido nella Sua, nota, generosa disponibilità, attendendo che Ella disponga la mia venuta presso di Lei per il doveroso gesto.Viva l’Italia."


"...Noi, fedeli ai nostri principi di educazione morale, siamo saldi come rocce! Ci sembra di essere sospinti in alto fuori dalla vita terrena, là dove si libra il sublime cielo degli EROI, là dove si è puri e mondi, dove si ama e non si tradisce. E là, nella cristallina purezza della divina loro dimora, non inquinata dalle laide scorie terrene degli egoismi, degli odi, dei soprusi, delle viltà, degli immondi ed amorali adattamenti, delle vendette e dei tradimenti, si svolge come in una fantastica cavalcata, il grandioso e fulgido diorama della loro leggendaria epopea.
Sfilano gli Eroi...Ora sono passati e la visione si allontana in una nuvola d'oro perdendosi nell'immensità del cielo azzurro d'Italia.
E' passata la storia della PATRIA, quella di una volta, quella che adorammo. Essa s'invola portando con sè la FEDE, L'ONORE, il VALORE, la DIGNITA' e la GLORIA che furono le nostre lapidarie leggi incise a caratteri di fuoco sulle tavole della vita e che oggi sono distrutte da un furore suicida.
Ecco, sono passati tutti sfilando davanti a noi i nostri EROI: ci hanno invocato, ci hanno ammonito, ci hanno nuovamente commosso..."

Ad Arciere per ricordargli che non sarà  mai solo.

 

 

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