22/10/2010

I.M.D. e Pino Maniaci

Video realizzato per la presentazione dei libri di IMD a Maiano di Sessa Aurunca.

IMD non è solo una  grande poliziotto ma è soprattutto una grande persona. I due giorni passati insieme per l'evento a Maiano, sono stati un momento di gioia,allegria,spensieratezza e amicizia che non potranno essere dimenticati.Tu hai un dono tutto speciale,IMD, ed è quello che hanno solo i grandi uomini: possiedi quella fiera umiltà che si coniuga perfettamente con l'allegria che sai portare in qualunque contesto. La tua autoironia,la tua semplicità nel raccontare anche episodi serissimi avendo sempre sulla labbra il sorriso  che smorza ogni enfasi,fanno di te la persona che sei. Un amico assolutamente unico. Non rido mai tanto come quando ci sei tu! Ti abbraccio forte

Di Pino è difficile parlare. Pino è Pino:unico! Ma oggi Pino ha bisogno più che mai del nostro sostegno e della nostra attenzione. Per questo posto questo articolo affinchè le luci dei riflettori illuminino la sua persona e la rendano visibile. In questo modo riusciremo a fargli da scudo contro le minacce gravissime che in questi giorni ha subito. Pino non è nuovo a questi eventi. Hanno più volte tentato di ucciderlo. Il figlio di un boss tentò di strangolarlo con la sua stessa cravatta ma come Pino stesso racconta sempre col sorriso,gli andò male perchè lui fa il doppio nodo alla cravatta e quindi non scorre. Pino va avanti e nessuno lo fermerà. Noi andremo avanti nel sostenerlo e nel  tenere alta l'attenzione  intorno a lui.

A tutti e due dico solo questo: Ogni volta che siamo insieme è per me una grande gioia. Un divertimento assicurato  grazie alla vostra ironica intelligenza. Consapevole però che al di là delle risate contagiose che sempre accompagnano i nostri incontri,le nostre cene o i nostri pomeriggi "sonnecchiosi" ( pino e chi se lo scorda IMD che ti mette le monetine ai piedi del dondolo mentre dormi?ehehhehehehe) al di là di tutto questo c'è la consapevolezza che la strada intrapresa è una strada terribilmente difficile e in salita. La cosa straordinaria è rendersi conto che le persone " normali" non hanno la capacità di divertirsi, di ridere,di giocare,di voler bene ad un amico,quanto la possiedono persone che certamente "normali" non sono ma,anzi,rischiano la pelle ogni giorno. Forse il senso della vita è anche questo: chi sa che può perdere tutto in un istante,riesce a godere delle cose semplici e belle della vita con una profondità che gli altri difficilmente potranno comprendere.
Con affetto
Nuove gravissime minacce a Pino Maniaci e Telejato PDF Stampa E-mail

 di Redazione Telejato - 19 ottobre 2010
Altre minacce di morte a Pino Maniaci, direttore di Telejato a Partinico. Minacce gravissime, ancora una volta.
  

Dirette non solo al giornalista ma anche ai suoi familiari. Minacce di chiara matrice mafiosa. Proprio nel momento più delicato, e non è un caso, di riorganizzazione delle cosche mafiose su questo territorio dopo anni di guerra per il controllo del territorio fra la famiglia dei Fardazza/Vitale (guida tradizionale di questo mandamento) e gruppi emergenti collegabili con il tentativo di scalata dei Lo Piccolo.

Questa ennesima intimidazione non bloccherà il lavoro che quotidianamente, da più di dieci anni, questa nostra piccola emittente televisiva sta facendo. Continueremo a raccontare cosa è Cosa nostra, come agisce, quali sono gli intrecci e le alleanze, quali sono gli appoggi di cui gode.

Noi, assieme a Pino Maniaci, non abbiamo nessuna intenzione di mollare o di “andare via” come ci chiedono gli estensori di questo nuovo messaggio.

Tratto da:
gliitaliani.it


Lettera di minacce a direttore Telejato

19 ottobre 2010
Palermo.
Una lettera con minacce di morte, spedita da Palermo e indirizzata al direttore di TeleJato Pino Maniaci, è stata recapitata alla redazione dell'emittente di Partinico (Palermo). Il giornalista, in passato, è stato già vittima di intimidazioni. Nella missiva, scritta a macchina, si intima al giornalista di «stare zitto e lasciare il paese». «Non puoi attaccare tutti - si legge - altrimenti ci pensiamo noi a te e alla tua famiglia». «La sentenza è stata emessa», scrive, inoltre, in dialetto siciliano l'anonimo. Maniaci ha portato la lettera al commissariato e ha presentato denuncia. «Non ci lasceremo intimidire», ha commentato. Le minacce seguono un'inchiesta giornalistica fatta dall'emittente sui beni confiscati alla mafia in cui si denunciava la condotta di un amministratore giudiziario che avrebbe gestito una cava sottratta ad una famiglia mafiosa attraverso una società costituita insieme ai parenti dell'ex proprietario colpito dalla misura di prevenzione.

ANSA

Fonte: http://www.antimafiaduemila.com/content/view/31163/

04/08/2009

L'agenda rossa

La verità sul 19 Luglio 2009 non è quella passata nei TG. Da quelli la verità non passa più,passa ciò che fa comodo al "potere". Informarsi per comprendere e comprendendo poter scegliere liberamente cosa e come pensare è fondamentale per poter prendere coscienza di ciò che ci accade intorno e decidere da che parte stare. In via D'Amelio,il 19 Luglio,qualcosa è accaduto. Forse l'inizio di una nuova alba e di una nuova coscienza nazionale. Lo speriamo con tutto il cuore!

01/08/2009

Gutta cavat lapidem...

Questo post ha la sua ragion d'essere nel sostegno che vogliamo dare al Procuratore Sergio Lari. Riporto qui il testo del post pubblicato nel gruppo di sostegno a Sergio Lari su facebook del quale faccio parte. Questo il link:

http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=75329124559

Spero siano un oceano di gocce quelle che si iscriveranno!

"Da molti giorni respiro un'aria nuova. Non è ancora quel fresco profumo di libertà che si auspica da tante parti, ma è un profumo di speranza e di ottimismo.
Esiste un fatto nuovo, passato sotto silenzio totale o quasi da parte di tutti i media.
A Caltanissetta è andato a dirigere la Procura un certo dott. Sergio Lari. Ha il viso ingenuo di un ragazzino, ma ha un'esperienza alle spalle che potrebbe essere il nostro bisnonno. Trova pure il tempo di giocare a basket, organizzando a spese sue, e devolvendo in beneficenza i ricavati. E' una persona perbene e solare.

Lo hanno mandato in una Procura che, per competenza, svolge le indagini sugli omicidi di mafia che hanno riguardato gli eroici magistrati di Palermo. Alla chetichella ha riorganizzato un pool di investigatori credibili, forte degli insegnamenti ricevuti dal maestro Antonino Caponnetto. Ed i risultati non si fanno attendere, perchè l'arma fondamentale per le indagini di mafia sono i pentiti, e questi hanno bisogno di rivolgersi a persone credibili per decidere di parlare.
Sergio Lari denuncia: "Devo sempre ripetere la stessa cosa. Siamo pochi. Possiamo interrogare i collaboratori di giustizia solo poche ore alla settimana. Occorre colmare gli organici". Il Ministro Angelino Alfano sembra non ascoltare. Non ha interesse per queste novità investigative. Qualche magistrato in più a Caltanissetta, magari spostando chi ha solo da indagare i rubapolli? Mancano i soldi o la volontà?...

Sergio Lari non va lasciato solo. L'unico boato che vogliamo ancora sentire è quello dell'esplosione di gioia degli Italiani che chiedono verità. E allora Angelino, glieli mandi i magistrati a Sergio Lari? Hai tre mesi di tempo. Diversamente evita di venire in Via D'Amelio il 19 luglio prossimo. Te lo ricorderemmo, e non saresti accolto bene.

Dimenticavo il regalo. Il regalo è questa nota, che potete condividere, copiare, incollare, distribuire, pubblicizzare, divulgare, sottoscrivere, modificare, spedire, pubblicare, sulle bacheche, sui profili, sui blog, dove volete. Sergio Lari non va lasciato solo. Se qualcuno ha per Lui pronta una corda, noi dobbiamo essere il suo cordone di sicurezza.

PUO' DARSI
"Guardo il giudice Paolo Borsellino che ha posato una mano sul feretro di Giovanni Falcone. E' in toga nera con la camicia bianca ricamata e per la prima volta lo vedo bellissimo, come un cavaliere antico che giura fedeltà di fronte al compagno caduto". Questo l'incipit di Giorgio Bocca, sul sagrato di S.Domenico, in una bolgia urlante la propria rabbia e frustrazione. Agli omicidi di mafia, qui a Palermo, ci si era abituati, agli omicidi di Stato no. Gente discesa anche dall'entroterra linciava verbalmente gli ipocriti politici della prima fila, lanciando uno sguardo di supplica ed un grido d'aiuto a quell'omino in camicia bianca ricamata. Non si sarebbe più visto un funerale così. Quelli di Paolo furono privati, e la rabbia, pur viva, iniziava a sciogliersi in rassegnazione.

I giovani di oggi non possono ricordare. Ma mostrano di sapere, cercando di compenetrarsi in quella folla di sentimenti che ci pervase, e che leggono tuttora negli occhi umidi dei loro genitori. E' per loro questa nota. Noi vecchi siamo ancora storditi dal fragore di quel tritolo, un lungo sonno dal quale i nostri figli ci stanno risvegliando. Loro sanno, meglio di noi, che fare luce su queste storie significa ritrovare le radici di un vivere civile che per lungo tempo ci è parso perduto. "Nessuno dei mandanti andrà mai in galera", si sente dire. Può darsi, ma quello che vogliamo è solo ritrovare noi stessi.

La Sicilia, lo si voglia o no, è da oltre un secolo il crocevia dei destini politici della nazione. Rappresenta un bel 10% della popolazione e dei votanti italiani, uno Stato nello Stato, ago della bilancia di equilibri politici con i quali, chiunque voglia governare, deve fare i conti. Ben lo sapeva Mussolini, che profittò del disagio contadino racchiuso nel movimento dei fasci siciliani, ben lo sapeva la Democrazia Cristiana della prima Repubblica, ben lo sanno gli attuali governanti che mascherano la loro azione sotto l'egida di un tollerato populismo. Risultato? 61 a 0. Da lì bisogna ripartire. Comprendere che questa distorsione riguarda tutti gli Italiani. Dobbiamo chiederci da dove veniamo, per poter capire dove andiamo.

Siamo tutti contro la mafia. Chi solo a parole, chi anche nell'agire. Si può lottare rifiutando il voto di scambio, denunciando i piccoli e grandi soprusi quotidiani, sputtanando le false promesse, sottraendosi al ricatto di un sistema che suole prendere per fame. Occorre privilegiare l'interesse generale a quello personale, guardando al futuro, un futuro che deve poggiare su solide basi d'onestà di pensiero.
Per riuscire è necessario credere che la verità prima o poi arrivi, e con essa la giustizia, sotto qualunque veste. Si vede qualche squarcio di luce, e sappiamo che qualcuno lavora per portarci fuori dal tunnel di silenzi ed omertà che stiamo percorrendo. Uno di questi è il dott. Sergio Lari, che con lavoro certosino ha ripreso l'opera di ricerca di quelle verità indispensabili per la credibilità delle istituzioni, o per la cacciata dei traditori.
Gutta cavat lapidem, potrebbe essere il suo motto. E le gocce siamo anche noi.

La richiesta che sarà inoltrata al Ministro Alfano è la seguente: due magistrati in più alla Procura di Caltanissetta, anche solo per disbrigare il lavoro ordinario. Non è la luna. Per poter inoltrare questa richiesta occorre l'adesione di un numero elevato di persone. Più saremo,più avremo la possibilità di essere ascoltati "in alto loco".

Per chi volesse approfondire i temi in questione, esistono due mirabili articoli di Giorgio Bongiovanni a questi link:
http://www.antimafiaduemila.com/content/view/2642/78/
http://www.antimafiaduemila.com/content/view/12502/78/
Poche pagine, pochi minuti di lettura, che aiutano a capire perchè è importante crederci.
Può darsi che non si arrivi a nulla. Può darsi. Ma può darsi che...
"

17/07/2009

Alone...dedicato a Paolo Borsellino

Palermo,19 Luglio...biglietto di sola andata!

Diceva mio padre:" Ci sono luoghi dai quali non si può più tornare" Comprendo oggi,da persona adulta, cosa volesse dire veramente. Ci sono luoghi che affondano le proprie radici nel nostro essere più profondo e determinano le nostre scelte. Oggi posso comprendere il baratro di solitudine nel quale Paolo Borsellino precipitò dopo la morte di Giovanni Falcone. La corsa contro il tempo...e,sulla via,non più le orme del compagno di tante battaglie. Arriva sempre il momento in cui bisogna scegliere da che parte stare ed io,tanto tempo fa,scelsi. Scelsi quel "fresco profumo di libertà" che annienta e vince il " puzzo del compromesso morale". Soli si nasce,soli si muore ma,a volte,soli vivono tutti coloro che scelgono la Bellezza della Vita. In questo video c'è tutta la bellezza che noi non possiamo e non vogliamo più vedere. L'unica che dia un senso al nostro vivere e ci concede la forza della solitudine morale. Il 19 luglio sarò in via D'Amelio con Salvatore Borsellino e tutti coloro che hanno scelto da che parte stare. Eredità bellissima e terribile,quella di Paolo Borsellino ma noi non vogliamo e non possiamo dimenticare ma...non basta ricordare gli Eroi! Bisogna ricordare ed agire. Solo preseguendo attivamente sulla strada indicataci da quegli Eroi potremo dire di non averli lasciati soli e che il loro sacrificio non fu inutile. Il Verbo si è fatto carne,ci dice nella Bibbia. Ecco la parola salvifica che dall'Idea si concretizza in azione.

Palermo,19 Luglio...biglietto di sola andata!

 La solitudine è il regno della grandi anime

 

14/06/2009

Revocata la scorta al giudice Lo Voi!!

Non commento più! Non ho più niente da dire! Ormai è tutto fin troppo chiaro! Leggete e fatevi un'idea da voi,cari italiani,se ne siete ancora capaci! Fossi in voi mi metterei in cerca di notizie per sapere cosa altri stanno "costruendo" per il vostro futuro e quello dei vostri figli e invece di guardare culi e tette in tv,se fossi in voi,cercherei di capire cosa sarà della mia vita in questo paese "democratico" nel quale vivo! Talmente democratico da non lasciar passare più sui giornali o in tv le notizie scomode al potere! Chi non capisce ancora è perchè non vuol capire e...chi tace acconsente ed è colluso! Se al giudice Lo Voi dovesse accadere qualcosa,tutti coloro che avranno girato la faccia dall'altra parte se lo porteranno sulla coscienza! TUTTI! ANCHE TE CHE STAI LEGGENDO ADESSO QUESTO BLOG! Ah ma già,dimenticavo...la scorta serviva per Noemi o come cazzo si chiama,per andare a votare in pace e non essere disturbata dai giornalisti scomodi! Andate tutti a fanc....ipocriti del c...che vi riempite la bocca con i nomi di Falcone e Borsellino e poi,come pecore,accettate questo stato di cose. VIGLIACCHI! SIETE SOLO DEI VIGLIACCHI! LA RABBIA STA MONTANDO E LA RABBIA DEL POPOLO NON E' MAI STATA COSA BUONA PER IL "POTERE". NON VI HA INSEGNATO NIENTE LA STORIA? PIU' MINCHIATE FARETE E PIU' IN FRETTA LA GENTE SI SVEGLIARA' E NON CONTATE SULLA LORO TOTALE ASSENZA DI INFORMAZIONI..LE INFORMAZIONI NESSUNO,DA CHE MONDO E' MONDO, E' MAI RIUSCITO A ZITTIRLE DEL TUTTO.

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