30/05/2008

Maria...

La strada che porta al piccolo paesino si inerpica tra le montagne. Montagne brulle, coperte solo a tratti da ciuffi di boschi. E’ un piccolo paesino arroccato sulla cima di un monte in piena Ciociaria. Tristemente famosa la Ciociaria per gli eventi drammatici che videro protagoniste le donne di quelle zone. E' strano! Si ricordano i caduti delle guerre, ogni città ha il suo altare al milite ignoto, si celebrano gli eroi ma di coloro che furono vittime innocenti della barbarie degli uomini nessuno parla mai. Le donne! Chi ha mai pensato di innalzare altari per ricordare ed onorare il loro sacrificio? Maria! A pronunciarlo oggi questo nome sembra di violare il silenzio che per decenni lo ha circondato. Maria era bella. Quando penso a lei la immagino seduta vicino alla finestra della stanza del convento nel quale andava per imparare dalle suore l'arte del ricamo. La immagino seduta con la testa un po’ china in avanti e i capelli neri illuminati dai raggi del primo mattino a colorarli di azzurro. La immagino seduta con la gonna lunga, la camicia bianca e le mani che, amorevolmente tengono l'ago. E' persa nei suoi pensieri  ma il suo viso, che accenna appena ad un sorriso, parla del suo amore lontano e quel ricordo crea ricami delicati sul suo corredo da sposa. Maria! Chissà quante volte sognasti di essere sposa nella casa del tuo amore. A raccontarla così potrebbe sembrare un favola ma la verità è che tu, eletta tra le altre, conoscesti in vita il sapore dell'Amore vero, sublime, dolce, gentile, casto... eterno. Ti sarai mai pentita del prezzo enorme che dovesti pagare per essere tanto privilegiata dalla vita che ti donò un sentimento capace di superare il limite tra la vita e la morte per innalzarsi fino all'eternità? No! Sono certa che se avessi potuto scegliere, non avresti avuto che un pensiero: poter rivivere ancora, per un attimo di vita, con l'uomo che la morte rese tuo per sempre. In tanti anni il tuo nome ha aleggiato nell'aria senza mai essere pronunciato se non in un bisbiglio. Quasi per non volerti evocare attraverso quei ricordi che per chi ti amò erano troppo dolorosi da sopportare. Di te, della tua bellezza, della tua bontà, della tua purezza di giovane donna, mi resta ciò che portavi sempre con te: la borsa che stringevi stretta tra le mani il giorno in cui la barbarie umana ti strappò ai tuoi sogni,ai tuoi affetti, al tuo domani. Eri bella Maria nel tuo vestito umile della festa mentre correvi incontro al tuo amore vestito da soldato che tornava per rivederti ancora e per dirti, con semplici gesti, quanto fosse grande il suo amore per te. Non avesti il tempo di imparare quanto quell’amore fosse grande, Maria. La vita non te lo provò, non ne ebbe il tempo ma la morte lo cristallizzò rendendolo immortale. Io lo so, l’ho constatato. A distanza di 30 anni dalla tua scomparsa, il tuo amore, vestito da soldato, ancora ti cercava. Ti cercava negli occhi di chi ti fu fratello, negli occhi neri di tua madre, neri come fu per tutta la vita il suo vestito. Il suo grido disumano alla notizia della tua morte, ancora risuonava, a distanza di tanti anni, nella mente di chi fu testimone del suo dolore senza fine. Qualcuno raccontò che dalla stanza nella quale egli si trovava in quel momento con colui che gli stava recando la straziante notizia, ad un tratto, nel silenzio che circonda chi sa di essere spettatore di una tragedia, l’urlo che spezzò quel silenzio non aveva nulla di umano. E’ vero, Maria. Puoi credermi! Egli continuò ad amarti per tutto il resto della sua esistenza anche se la sua nave, dopo anni, approdò in altro porto. Un porto accogliente, comprensivo, che superò le piccole meschinità umane per accogliere un sé un cuore spezzato a metà. Lo vidi un giorno, il tuo amore, dopo più di 30 anni, vestito da generale. La vita era trascorsa ma sulle sue labbra il sussurro del tuo nome aveva ancora il sapore del rimpianto e lacrime di dolore scesero silenziose a solcargli le guance. Chi mai si ricorderà di te Maria adesso? Adesso che anche lui ti ha raggiunta insieme a tutti i tuoi fratelli? Chi ricorderà su quale altare la violenza della guerra marocchina immolò il suo agnello più bello? La neve coprì come un sudario di ghiaccio la tua prima, improvvisata sepoltura e fissò, come d’incanto, il tuo volto nella terra. Il prezzo è stato alto Maria, altissimo, ma ti sia di conforto sapere che non è stato inutile pagarlo. La vita ha coronato la tua fronte dell’alloro che spetta a tutti i vincitori, la fronte di tutte le donne che sacrificarono la vita senza speranza di medaglia alcuna se non quella che, chi vi amò, pose sul vostro petto per sempre.
 

 
Onore a voi donne silenziose che la storia ha dimenticato. 
Onore a voi angeli sperduti nel silenzio della memoria collettiva.

 

 

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