23/07/2008
Dedicato ad Ultimo
di PINO CORRIAS
ROMA - Lottare per vincere contro il crimine organizzato. Rendere l´azione una dottrina. Svincolare la dottrina dalla burocrazia che soffoca il coraggio. Creare l´esercito invisibile che è l´incubo di tutte le mafie. Controllare le organizzazioni criminali non dall´alto ma accanto, mettendosi in scia con microfoni, telecamere, intercettazioni Acquisire la "superiorità informativa": il controllo di uomini, circostanze, cose. E poi "operare in profondità".
Il tenente colonnello Ultimo, alias xxx xxxx, ha riscritto il suo manuale anticrimine. Telefona da un punto remoto e inverificabile che abita dai tempi in cui con la sua squadra di carabinieri invisibili catturò Totò Riina, Palermo, 15 gennaio 1993, e dice: "Gli dia un´occhiata e poi se vuole possiamo parlarne".
La prima versione del manuale, che circolava in poche librerie, venne trovato dai poliziotti in uno dei luoghi più inaspettati dello spazio-tempo mafioso: il comodino da notte di Bernardo Provenzano, campagna di Corleone, 11 aprile 2006, quando gli uomini della Mobile di Palermo e dello Sco, il Servizio centrale operativo, prelevarono il boss, frantumando la sua leggenda e svelando la sua coda di pizzini. Il manuale stava accanto alla Bibbia perché entrambi parlano della legge. E anche degli inganni che sanno sottometterla. "Se il nemico studia la nostra metodologia - scrive adesso Ultimo - se in definitiva teme questa tecnica e questo modo di disegnare l´azione (…) abbiamo il dovere di portarla avanti, per vincere".
La nuova edizione del manuale si intitola "La lotta anticrimine, intelligence e azione". Lo pubblica Laurus Robuffo. È destinato alla Scuola di Perfezionamento di Polizia dove l´ex capitano Ultimo, insegna da qualche anno Tecniche investigative con Tiziana Montefusco. Una della prime pagine contiene il viatico dell´antico trattato di Sun Tzu "Sulla guerra". Dice così: "Conosci il prossimo, conosci te stesso: trionfa senza pericolo. Conosci il contesto e il suo funzionamento: trionfa completamente". Ultimo, che insegna a trionfare completamente, si occupa prima di tutto del contesto. Il contesto - nella lotta di lunga durata contro il crimine organizzato e il terrorismo - significa: valutare le proprie forze. Valutare quelle dell´avversario. Valutare il mondo esterno, compreso quel "contesto sociale che crea aspettative criminali, risposte criminali a problemi economici, politici, amministrativi (…) in cui la devianza criminale assume una connotazione positiva di prestigio sociale, di successo economico, di valore culturale". Aggiornare di conseguenza i tempi e i modi investigativi. Per esempio imparando dalla "guerra asimmetrica" che mostra la sua efficacia nei più differenti teatri di lotta del mondo globale, compreso l´Iraq o la Cecenia.
Pochi uomini ben addestrati possono fare molto contro le grandi organizzazioni criminali che controllano affiliati, territori, flussi di ricchezza e un notevole volume di fuoco. Ultimo: "Il nemico invisibile, non strutturato, non convenzionale è la minaccia che stabilisce la nuova dottrina di lotta: non più muro contro muro, non più vuoto contro pieno, ma piccolo contro grande, leggero contro pesante, semplice contro complesso, poco contro tutto".
Non servono, secondo Ultimo, gli infiltrati. Non servono gli informatori, né i mercenari. Non servono scambi o patti tra i buoni e i cattivi. Serve il tempo lungo dell´osservazione: pedinare, filmare, ascoltare, identificare, disegnare i punti della mappa. Serve vivere accanto ai sospetti rimanendo invisibili nel campo di battaglia. Serve imparare a muoversi come loro, a pensare come loro, a identificare tutte le traiettorie delle complicità, i ruoli, le identità, fino a conoscere tutto al punto di "interiorizzare l´avversario per prevederlo, annientarlo".
Sono molto scenografiche ma scarsamente efficaci le "operazioni a vasto raggio", quelle che vanno in onda sui telegiornali con i posti di blocco, le perquisizioni, gli arresti di massa. Rumore e gloria. Ma nulla in confronto al silenzio con cui operano, in questa guerra senza medaglie, le unità specializzate capaci di lunghissime attese e poi anche di incursioni veloci che destabilizzano, o del mordi e fuggi che disarticola. "Noi siamo l´anomalia, siamo la sorpresa perché facciamo cose sorprendenti", disse una volta Ultimo parlando della squadra che aveva formato ai tempi della Duomo Connection, a Milano, e della caccia a Totò Riina, in Sicilia.
Ed è all´operatività di simili squadre che si ispirano le pagine del suo manuale per mantenere sull´avversario "l´iniziativa e la libertà di azione", la pressione costante, il controllo. Abbandonando definitivamente quel sistema di sicurezza "che si definisce, si celebra e si consuma nella gestione dell´emergenza e nello sfruttamento della improvvisazione soggettiva".
Tutto detto con molte e freddissime tecnicalità di linguaggio, ma anche con quel po´ di amarezza che sgocciola dalla sua storia: la sua squadra di carabinieri smantellata e dispersa, dopo i successi, dopo i veleni; il nuovo incarico investigativo per il ministero dell´Ambiente; i corsi per i nuovi ufficiali. L´elogio del silenzio e del vivere invisibile lo riguarda. Così come il disprezzo verso "i palazzi dorati della raffinata burocrazia". Per lui la lotta è un "vento che non si ferma", al massimo rallenta. E sono sempre le idee a rimetterlo in marcia.
La Repubblica, VENERDÌ, 05 GENNAIO 2007

"Combattere con le azioni quotidiane, con i gesti semplici di una solidarietà che non vuole apparire e non vuole essere ostentata, è la base della ribellazione degli ultimi. Oggi vediamo gli emblemi del potere cavalcare la memoria dei caduti, cavalcare la rabbia e i sogni dei ragazzi, dei giovani che sognano la legalità e la libertà. Oggi vediamo chi ha la responsabilità della lotta alla mafia sfilare con quelli che dovrebbero giudicare la sua efficacia e la sua efficienza. La promiscuità tra potere e società civile tradisce la purezza, mischia le carte ed i ruoli. Diffidiamo dei buoni maestri; dai professionisti dell' antimafia vogliamo risultati, azioni e non proclami o sfilate. La ribellazione corre lungo i muri scrostati delle periferie, nei cortili sporchi dove l' uguaglianza è solo nella miseria, nel vuoto, nella violenza che copre ogni dignità. Noi siamo la ribellione a quella violenza, a quel potere e a quella miseria, e quando dico questo, i nostri occhi sono splendenti perché non hanno un padrone".
Ultimo


"Nel nostro cammino abbiamo conosciuto l' arroganza e la sopraffazione di quelli che calpestano le speranze e i sogni della gente semplice per costruire falsi regni dove la forza vince sulla giustizia.
Dove l' arrivismo e l' interesse economico cancellano i valori dell' uomo e la sua dignità. Noi abbiamo scelto di essere accanto ai sogni di quelle persone perchè siamo nati da quegli stessi sogni.
Noi amiamo il volo libero degli uccelli, il canto sussurrante degli alberi nella pioggia, la corsa del vento con le nuvole, il silenzio profondo della montagna.
La nostra lotta è la lotta contro l' oppressione, contro l' arroganza di quelli che intendono il potere non come un servizio per gli altri, ma come affermazione dei propri interessi. E' la lotta contro quelli che uccidono per arricchirsi, contro quelli che si arricchiscono vendendo la droga che uccide i giovani. Abbiamo visto uomini fatti a pezzi come schegge di vetro e alcuni erano amici nostri e non li dimenticheremo.
Ma tutto quello che abbiamo visto è solo una piccola cosa rispetto alle offese che la storia della cosiddetta civiltà ha portato alla nazione Apache. Noi consideriamo quelle azioni come se fossero state rivolte anche contro di noi e ne sentiamo un grande dolore.
Noi vogliamo dividere il nostro cammino con il cammino della nazione Apache, vogliamo dividere con loro la nostra semplice povertà, il nostro coraggio e i nostri sogni di uomini e di combattenti".
Ultimo

IL NOSTRO ESERCITO INVINCIBILE,
I NOSTRI SPLENDIDI EROI DI TUTTI I GIORNI, I NOSTRI GUERRIERI COLORATI CHE OGNI MATTINA VESTITI DI MILLE COLORI OCCUPANO LE AULE, LE STRADE, LE PERIFERIE, I CORTILI DI QUESTA NOSTRA ITALIA,I NOSTRI FIGLI E I NOSTRI FRATELLI, CHE SONO I NOSTRI SOGNI DI SEMPRE, SEMPRE UGUALI E SEMPRE DIVERSI.
LE NOSTRE PAURE E LE NOSTRE SPERANZE,
I NOSTRI MILLE DUBBI E LE NOSTRE CERTEZZE.
COME LE GOCCE DELLA PIOGGIA DANZIAMO SULLA VOSTRA ARROGANZA E DIVENTIAMO FIUMI DI GIUSTIZIA, TORRENTI IMPETUOSI DI RIVOLTA AI VOSTRI CRIMINI, ALLA VOSTRA INDIFFERENZA COMPLICE, ALLA VOSTRA AMBIGUITA' CONSAPEVOLE.
NOI SIAMO I VOSTRI FIGLI, I VOSTRI FRATELLI, I VOSTRI MIGLIORI AMICI, E SIAMO UNA MOLTITUDINE, UN' ECO SENZA FINE DI SUSSURRI E DI SGUARDI CHE NON FINISCONO.
NON FINISCONO NELLA POLVERE DELLE MACERIE,
NON FINISCONO NEL DOLORE DELLA TORTURA,
NON FINISCONO NELLA VIOLENZA DEL RICATTO,
NON FINISCONO NELLA VILTA' DI CHI ABUSA.
ED E' UN ESERCITO INVINCIBILE, PERCHE' SIAMO I VOSTRI SOGNI PERDUTI, LA VOSTRA UMANITA' SVENDUTA, LA VOSTRA DOLCEZZA RIMOSSA, LA DIGNITA' CHE AVETE TRADITO.
NOI SIAMO IL VENTO CHE NON SI FERMA!
SEMPRE DALLA PARTE DEL BOSCO,NON CI PRENDERANNO MAI!
Buena suerte,amico mio!

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29/04/2008
Capitano Ultimo
Il coraggio!
Molti anni fa,seduti di fronte al mare, io e mio padre ce ne stavamo in silenzio persi nei nostri pensieri ma col cuore vicini come sempre. Ci sono silenzi che parlano e noi, spesso,non avevamo bisogno di parole. Non c'è mai bisogno di troppe parole per chi si ama ma quel giorno avevo bisogno di una risposta. A volte la vita ci pone di fronte a scelte difficili e chi meglio di mio padre avrebbe potuto indicarmi la strada?
"Papà, cos'è il coraggio?" gli chiesi. Senza voltarsi mi rispose: " Il coraggio non esiste. Esiste la paura in certe circostanze e chi dice di non provarla o è un pazzo o un esaltato ma...nell'anima di alcuni esseri vi è un imperativo morale, più forte di qualunque cosa, che trasforma la paura passiva in paura attiva che li spinge ad agire per il bene anche di chi non si conosce. E' un istinto interiore,qualcosa che nasce con quell'essere ma non muore con esso. Gli sopravvive attraverso il ricordo delle sue azioni e così il ricordo di quell'esempio diventa vita nel mare di altre anime e può continuare a dare i suoi frutti attraverso il tempo."
Ecco! L'esempio di questi Uomini è ciò che noi non dovremmo mai dimenticare affinchè possa continuare a dare i suoi frutti e fare di noi persone degne di tale nome.
Oggi so di essere stata una persona molto fortunata. La vita mi ha dato la possibilità di crescere tra simili esseri e di poterne osservare ogni sguardo, ogni azione, ogni sorriso e ogni caduta. Si, perchè anche questi uomini possono cadere. Non sono Dèi, non sono angeli, sono uomini come noi ed è proprio la loro umanità elevata al rango di eroismo che li rende grandi. La capacità di superare i propri limiti,di cadere e rialzarsi senza un lamento, la lealtà verso il fratello,l'amore per un Ideale, la capacità di guardare negli occhi la verità è ciò che fa di loro il seme di vita gettato nel nostro mare interiore. Sta a noi alimentare ed accrescere quel seme anche se, a volte, è difficile farlo.
Uomini di ieri e Uomini di oggi.
A te, capitano Ultimo, a te amico mio, dedico questo post affinchè tu possa continuare ad essere esempio di lealtà, di coraggio, di verità, di umiltà e, se cadrai, ci saranno le ali dei nostri ricordi a sostenerti e a ricordarti che gli Uomini veri non sono mai soli.
11:25 Scritto da: ice_tear | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: ultimo, capitano ultimo, il coraggio | OKNOtizie |
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