29/05/2008

Bersaglieri

Mi è stato chiesto da qualcuno di scrivere di Enrico Toti e di gesta epiche. Nessuno più di me ha il desiderio di farlo e lo farò presto ma scrivere dei bersaglieri è scrivere di tutti coloro che bersaglieri furono e che bersaglieri sono e saranno.

Oggi vorrei parlare del presente e di ciò che il presente rappresenta quale continuità del glorioso passato di uomini e di soldati. Vorrei parlare degli uomini di oggi che vestono e vestiranno sempre il piumetto poichè esso non si indossa ma si accoglie nell'anima.

E' vero!Bersaglieri si nasce non si diventa e bersaglieri si resta fino alla fine.

Come dirvi quanta felicità mi avete regalato? Come esprimervi la mia riconoscenza per essere fonte di odierna speranza nell'avvenire? Voi portate nel cuore il Valore, l'Amore,l'Onore e la Gloria del Vostro passato con la vera, sola compagna che renda degni e veri i vostri doni: sorella Umiltà!

Testimoni silenziosi di mille battaglie siete restati, attraverso i secoli, degni figli di quella Patria alla quale molto del vostro sangue donaste e ancora oggi continuate a donare.

E' in Voi che ho riconosciuto il vero senso di quelle virtù. E' in Voi che ho potuto constatare la Verità del Vostro essere Bersaglieri. Solo in Voi si può dire compiuta quella sinfonia di sentimenti, di valori, di virtù che, nella bocca di altri meno degni, sembrano osceni.

A Voi, che mi avete regalato i giorni più belli della mia vita e i più cari nel ricordo di chi non c'è più, va tutto il mio affetto, la mia riconoscenza e la mia gratitudine per essere restati saldi nella Fede, nella Speranza e nell'Amore, nel vostro cuore di Uomini e di Soldati.

La Vostra più grande eredità sta nella memoria dei Vostri fratelli che prima di Voi corsero verso i campi Elisi al suono delle fanfare.

A voi odierni costruttori di Pace tutta la mia ammirazione. 

A Voi che non dimenticate le vostre radici va tutto il mio affetto e la mia riconoscenza.

A Voi che conservate nel cuore la capacità di vincere o perdere con la stessa uguale dignità va la mia stima più profonda.

A Voi che mi avete accolta con la gioia di chi ritrova una persona cara va tutta la mia gratitudine.

A Voi figli del Vento e della Fiamma...Grazie!

 

 

 

Bersaglieri e Tricolore

28/05/2008

Quota 85

Ci sono luoghi che restano così, come isole solitarie nel mare della vita. Apparentemente immobili,come cristallizzati nel tempo, in tutto il loro maestoso e regale isolamento. La vita scorre come un fiume impetuoso,trascinando con sè memorie,ricordi,sentimenti,emozioni. Poi ad un tratto, eccole, le isole della memoria. Ti sentivi travolto, trascinato via dalla corrente con addosso la paura di chi è consapevole di perdere lungo il tragitto pezzi importanti di se stesso e poi, improvvisamente,come in un sogno notturno, ti ritrovi sull'isola della memoria e ti accorgi che ci sono luoghi capaci di restituirti l'anima,la tua storia,la tua umanità. A molti il nome di " quota 85" non dirà nulla. A molti riporterà alla mente scalate mai effettuate su improbabili cime himalayane ma Quota 85 non è questo. E' un'isola della memoria!
Quota 85 si trova a Monfalcone in provincia di Gorizia ed è una collina, una collina come tante altre che la circondano. E' lì che, durante la grande guerra, si svolse una delle più cruente battaglie per la liberazione dell'Italia dal dominio austro-ungarico. E' lì che tanti, tantissimi giovani italiani, lasciarono la loro vita per salire nel cielo degli Eroi.
E' lì che lasciarono i loro sogni,il loro amore per la Patria e l'onore di soldati.
Salendo lungo i sentieri che portano al sacrario, nella totale solitudine e nel silenzio che circonda uomini e cose,si avverte la presenza dell'anima del mondo. Un'anima silenziosa che solo attraverso il fruscio delle foglie degli alberi mosse dal vento fa sentire la sua voce.
E' come un sussurro,come un bisbiglio che, per chi sa e vuole ascoltare, racconta di uomini sofferenti, di gesti di fraterno amore. Si riesce quasi a percepire il rumore assordante delle granate, le urla dei combattenti,il loro strisciare tra le trincee mentre calpesti quella terra nella quale tanti bersaglieri, tanti fanti, versarono il loro sangue. Allora ti accorgi che, senza volerlo, stai camminando in punta di piedi con il fiato sospeso quasi a non voler intralciare, con la tua presenza, la scena.
Improvvisamente il silenzio!
Di fronte, sulla sommità della collina,tra una fila di alberi che stanno come verdi corazzieri sugli attenti, ecco...li vedi!
Uno di fronte all'altro, come due generali che si salutano silenziosamente dopo un'immane battaglia per rende omaggio l'uno alla grandezza dell'altro.
Ecco che improvvisamente ti senti fuori luogo, come chi, senza volerlo è stato catapultato in un istante nella stanza segreta di qualcuno e ne sta spiando, senza esser visto, la vita.
Si, è questa la sensazione che si ha quando si giunge in prossimità della radura dove sono, l'uno di fronte all'altra, il cippo commemorativo di Enrico Toti e, di fronte ad esso, la bandiera Italiana. Si guardano immobili ma improvvisamente sembrano prendere vita e allora immagini l'Uomo che, sugli attenti, saluta la Nazione per la quale volle donare la vita e, di fronte,tutto un popolo che saluta silenziosamente l'Uomo. Non c'è bisogno di parole!
Sei giunto al cospetto della Storia, ti senti piccolo e nello stesso tempo un'emozione ti assale e il cuore si riempie di meravigliato stupore nel sentir rivivere in sè, più forte che mai, tutto l'orgoglio di essere Italiano. Quell'orgoglio troppo spesso dimenticato, troppo spesso calpestato poichè non ha più memoria. Non ricorda più quanto sangue,quanta giovinezza, quante speranze sono state immolate perchè noi potessimo sentirci un giorno fieri di chiamarci Italiani e poterlo fare da uomini liberi.

Onore a tutti i caduti di Quota 85!
Onore a tutti i bersaglieri che spinti dal vento e sorretti dalle fiamme giunsero nel cielo degli Eroi correndo.
Onore a tutti i soldati di tutte le guerre.
Onore a chi non dimentica e costruisce per la Pace.
Onore a Voi, Uomini di ieri,che ci avete indicato la strada per poter essere degni di dirci Vostri figli.
A noi tutti il compito di non dimenticare e di far sì che il loro sacrificio non sia stato inutile.

 

 

Cippo Enrico Toti