13/06/2009
Quando nasce un'amicizia?
Quando nasce un'amicizia? Forse quando una goccia dell'animo di qualcuno si adagia sul nostro cuore e allunga le sue radici fino a fissarsi per sempre nella nostra terra.
"...Una cosa che mi dava fastidio era vedere le donne morte,perchè che un uomo muoia lo accetti,perchè ti sembra,al limite,che sia un animale,ma le donne morte rimangono belle,è come se fossero creature diverse da noi,rimane qualcosa di diverso,di gentile,che ti fa sembrare impossibile che una donna possa morire. Invece muoiono. Una l'abbiamo trovata che le avevano sparato con una pistola di piccolo calibro in testa. La vedevi lì,all'obitorio,lavata,sembrava che dormisse. Perchè l'hanno ammazzata non si è mai saputo. Un'altra,una zingarella che poteva avere diciannove anni,anche meno,la trovammo in un fosso dall'autostrada,i topi le avevano mangiato i seni,il naso e le orecchie. Le donne sembra che non debbano morire mai,anche da morte sono diverse..."
Queste parole furono la tua goccia sul mio cuore. In mezzo a tanta atrocità tu porti e conservi in te la poesia della vita e la delicatezza di un amore per gli altri che non è fatto di parole ma di azione. Tu vedi poesia anche nella morte.
Ieri sono stata alla "Nunziatella" per una cerimonia con i bersaglieri. La tua scuola! La tua prima scuola!
"...Volevo fare il carabiniere semplice. Non ero affascinato dal Generale o dal Colonnello,volevo stare in mezzo alla gente,intervenire per loro,ho sempre cercato solo quello,non mi interessavano i riconoscimenti. Fu mio padre a convincermi a fare l'Ufficiale. Mi disse: Se davvero vuoi fare del bene alla gente vai a fare la scuola ufficiali che potrai fare di più per gli altri". Così andai alla Nunziatella e lì incontrai una persona importante per me,il Colonnello xxx. Era un vecchio soldato lagunare,mi fece capire il concetto di cosa è un soldato: un soldato è colui che non cerca il privilegio. Lui diceva: "Se vuoi fare una cosa,falla per primo e dopo sei in grado di dire ad un altro di farla",mi insegnò ad odiare il privilegio," se fai così gli uomini rimangono uguali". Se tu invece,perchè hai una scarpa lucida o un nastrino,pensi che ti spetti qualcosa in più,sei un bastardo. La rivoluzione è questa:essere quello che si è senza farsi prendere dalle ambizioni,e rimanere una persona semplice. Alla Nunziatella dormivamo nei corridoi in 15-20 persone,tutti insieme,e ricordo che delle sere tornando ero contento che tutti i miei amici fosserro lì a dormire. Pensavo: "siamo tutti qui",ed ero felice". Mi hanno mandato in cella spesso,anche alla Nunziatella. Quando mi ribellavo e mi punivano era sempre perchè qualcuno voleva umiliare qualcun altro o commettere dei soprusi. Però quel Colonnello mi voleva bene. Quando vivi senza cercare il privilegio,non possono ricattarti. Una volta avevo le calze sintetiche invece di quelle di cotone,erano fuori ordinanza ma le altre erano rotte,allora un Ufficiale mi disse: "tu hai le calze fuori ordinanza e queste cose te le potrai permettere solo quando sarai Capitano" pensai subito che quello era un pollo che aveva mangiato gli omogeneizzati "minchia,lo distruggo in cinque minuti,questo non vale nulla,è un inbecille che non sa neanche insegnare,perchè così si crea soltanto gente che vede nel grado un privilegio,non ha capito nulla lui per primo".
Queste tue parole e tante altre ancora sono state le gocce cadute come una pioggia di stelle filanti sul mio cuore. Ieri,camminando nei corridoi della Nunziatella e mentre gli altri mi parlavano,io continuavo solo a pensare: " Quante volte è passato sotto questo quadro? Quella è la finestra della sua camerata? In queste stanze risuonò la voce del Colonnello che quando combinavi qualcosa,gridava: " E' lui! E' sempre lui" e tu ridevi perchè sapevi che ti voleva bene e aveva compreso che un guerriero come te non è riducibile ad uno yes man e ti apprezzava per questo. Non ho fatto altro che pensare a te,ieri. A quanto è bello e dolce riuscire ad avere ricordi che non ci appartengono personalmente ma ci appartengono perchè sono la vita di un amico. Essi ci appartengono come se fossero nostri.
Ecco cos'è un vero amico! Un vero amico è colui che riesce a riempire la tua vita con i suoi ricordi.
Ti voglio bene,Amico mio!
10:45 Scritto da: ice_tear | Link permanente | Commenti (9) | Segnala | Tag: capitano, carabinieri, arma, amicizia, ultimo | OKNOtizie |
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23/07/2008
Dedicato ad Ultimo
di PINO CORRIAS
ROMA - Lottare per vincere contro il crimine organizzato. Rendere l´azione una dottrina. Svincolare la dottrina dalla burocrazia che soffoca il coraggio. Creare l´esercito invisibile che è l´incubo di tutte le mafie. Controllare le organizzazioni criminali non dall´alto ma accanto, mettendosi in scia con microfoni, telecamere, intercettazioni Acquisire la "superiorità informativa": il controllo di uomini, circostanze, cose. E poi "operare in profondità".
Il tenente colonnello Ultimo, alias xxx xxxx, ha riscritto il suo manuale anticrimine. Telefona da un punto remoto e inverificabile che abita dai tempi in cui con la sua squadra di carabinieri invisibili catturò Totò Riina, Palermo, 15 gennaio 1993, e dice: "Gli dia un´occhiata e poi se vuole possiamo parlarne".
La prima versione del manuale, che circolava in poche librerie, venne trovato dai poliziotti in uno dei luoghi più inaspettati dello spazio-tempo mafioso: il comodino da notte di Bernardo Provenzano, campagna di Corleone, 11 aprile 2006, quando gli uomini della Mobile di Palermo e dello Sco, il Servizio centrale operativo, prelevarono il boss, frantumando la sua leggenda e svelando la sua coda di pizzini. Il manuale stava accanto alla Bibbia perché entrambi parlano della legge. E anche degli inganni che sanno sottometterla. "Se il nemico studia la nostra metodologia - scrive adesso Ultimo - se in definitiva teme questa tecnica e questo modo di disegnare l´azione (…) abbiamo il dovere di portarla avanti, per vincere".
La nuova edizione del manuale si intitola "La lotta anticrimine, intelligence e azione". Lo pubblica Laurus Robuffo. È destinato alla Scuola di Perfezionamento di Polizia dove l´ex capitano Ultimo, insegna da qualche anno Tecniche investigative con Tiziana Montefusco. Una della prime pagine contiene il viatico dell´antico trattato di Sun Tzu "Sulla guerra". Dice così: "Conosci il prossimo, conosci te stesso: trionfa senza pericolo. Conosci il contesto e il suo funzionamento: trionfa completamente". Ultimo, che insegna a trionfare completamente, si occupa prima di tutto del contesto. Il contesto - nella lotta di lunga durata contro il crimine organizzato e il terrorismo - significa: valutare le proprie forze. Valutare quelle dell´avversario. Valutare il mondo esterno, compreso quel "contesto sociale che crea aspettative criminali, risposte criminali a problemi economici, politici, amministrativi (…) in cui la devianza criminale assume una connotazione positiva di prestigio sociale, di successo economico, di valore culturale". Aggiornare di conseguenza i tempi e i modi investigativi. Per esempio imparando dalla "guerra asimmetrica" che mostra la sua efficacia nei più differenti teatri di lotta del mondo globale, compreso l´Iraq o la Cecenia.
Pochi uomini ben addestrati possono fare molto contro le grandi organizzazioni criminali che controllano affiliati, territori, flussi di ricchezza e un notevole volume di fuoco. Ultimo: "Il nemico invisibile, non strutturato, non convenzionale è la minaccia che stabilisce la nuova dottrina di lotta: non più muro contro muro, non più vuoto contro pieno, ma piccolo contro grande, leggero contro pesante, semplice contro complesso, poco contro tutto".
Non servono, secondo Ultimo, gli infiltrati. Non servono gli informatori, né i mercenari. Non servono scambi o patti tra i buoni e i cattivi. Serve il tempo lungo dell´osservazione: pedinare, filmare, ascoltare, identificare, disegnare i punti della mappa. Serve vivere accanto ai sospetti rimanendo invisibili nel campo di battaglia. Serve imparare a muoversi come loro, a pensare come loro, a identificare tutte le traiettorie delle complicità, i ruoli, le identità, fino a conoscere tutto al punto di "interiorizzare l´avversario per prevederlo, annientarlo".
Sono molto scenografiche ma scarsamente efficaci le "operazioni a vasto raggio", quelle che vanno in onda sui telegiornali con i posti di blocco, le perquisizioni, gli arresti di massa. Rumore e gloria. Ma nulla in confronto al silenzio con cui operano, in questa guerra senza medaglie, le unità specializzate capaci di lunghissime attese e poi anche di incursioni veloci che destabilizzano, o del mordi e fuggi che disarticola. "Noi siamo l´anomalia, siamo la sorpresa perché facciamo cose sorprendenti", disse una volta Ultimo parlando della squadra che aveva formato ai tempi della Duomo Connection, a Milano, e della caccia a Totò Riina, in Sicilia.
Ed è all´operatività di simili squadre che si ispirano le pagine del suo manuale per mantenere sull´avversario "l´iniziativa e la libertà di azione", la pressione costante, il controllo. Abbandonando definitivamente quel sistema di sicurezza "che si definisce, si celebra e si consuma nella gestione dell´emergenza e nello sfruttamento della improvvisazione soggettiva".
Tutto detto con molte e freddissime tecnicalità di linguaggio, ma anche con quel po´ di amarezza che sgocciola dalla sua storia: la sua squadra di carabinieri smantellata e dispersa, dopo i successi, dopo i veleni; il nuovo incarico investigativo per il ministero dell´Ambiente; i corsi per i nuovi ufficiali. L´elogio del silenzio e del vivere invisibile lo riguarda. Così come il disprezzo verso "i palazzi dorati della raffinata burocrazia". Per lui la lotta è un "vento che non si ferma", al massimo rallenta. E sono sempre le idee a rimetterlo in marcia.
La Repubblica, VENERDÌ, 05 GENNAIO 2007

"Combattere con le azioni quotidiane, con i gesti semplici di una solidarietà che non vuole apparire e non vuole essere ostentata, è la base della ribellazione degli ultimi. Oggi vediamo gli emblemi del potere cavalcare la memoria dei caduti, cavalcare la rabbia e i sogni dei ragazzi, dei giovani che sognano la legalità e la libertà. Oggi vediamo chi ha la responsabilità della lotta alla mafia sfilare con quelli che dovrebbero giudicare la sua efficacia e la sua efficienza. La promiscuità tra potere e società civile tradisce la purezza, mischia le carte ed i ruoli. Diffidiamo dei buoni maestri; dai professionisti dell' antimafia vogliamo risultati, azioni e non proclami o sfilate. La ribellazione corre lungo i muri scrostati delle periferie, nei cortili sporchi dove l' uguaglianza è solo nella miseria, nel vuoto, nella violenza che copre ogni dignità. Noi siamo la ribellione a quella violenza, a quel potere e a quella miseria, e quando dico questo, i nostri occhi sono splendenti perché non hanno un padrone".
Ultimo


"Nel nostro cammino abbiamo conosciuto l' arroganza e la sopraffazione di quelli che calpestano le speranze e i sogni della gente semplice per costruire falsi regni dove la forza vince sulla giustizia.
Dove l' arrivismo e l' interesse economico cancellano i valori dell' uomo e la sua dignità. Noi abbiamo scelto di essere accanto ai sogni di quelle persone perchè siamo nati da quegli stessi sogni.
Noi amiamo il volo libero degli uccelli, il canto sussurrante degli alberi nella pioggia, la corsa del vento con le nuvole, il silenzio profondo della montagna.
La nostra lotta è la lotta contro l' oppressione, contro l' arroganza di quelli che intendono il potere non come un servizio per gli altri, ma come affermazione dei propri interessi. E' la lotta contro quelli che uccidono per arricchirsi, contro quelli che si arricchiscono vendendo la droga che uccide i giovani. Abbiamo visto uomini fatti a pezzi come schegge di vetro e alcuni erano amici nostri e non li dimenticheremo.
Ma tutto quello che abbiamo visto è solo una piccola cosa rispetto alle offese che la storia della cosiddetta civiltà ha portato alla nazione Apache. Noi consideriamo quelle azioni come se fossero state rivolte anche contro di noi e ne sentiamo un grande dolore.
Noi vogliamo dividere il nostro cammino con il cammino della nazione Apache, vogliamo dividere con loro la nostra semplice povertà, il nostro coraggio e i nostri sogni di uomini e di combattenti".
Ultimo

IL NOSTRO ESERCITO INVINCIBILE,
I NOSTRI SPLENDIDI EROI DI TUTTI I GIORNI, I NOSTRI GUERRIERI COLORATI CHE OGNI MATTINA VESTITI DI MILLE COLORI OCCUPANO LE AULE, LE STRADE, LE PERIFERIE, I CORTILI DI QUESTA NOSTRA ITALIA,I NOSTRI FIGLI E I NOSTRI FRATELLI, CHE SONO I NOSTRI SOGNI DI SEMPRE, SEMPRE UGUALI E SEMPRE DIVERSI.
LE NOSTRE PAURE E LE NOSTRE SPERANZE,
I NOSTRI MILLE DUBBI E LE NOSTRE CERTEZZE.
COME LE GOCCE DELLA PIOGGIA DANZIAMO SULLA VOSTRA ARROGANZA E DIVENTIAMO FIUMI DI GIUSTIZIA, TORRENTI IMPETUOSI DI RIVOLTA AI VOSTRI CRIMINI, ALLA VOSTRA INDIFFERENZA COMPLICE, ALLA VOSTRA AMBIGUITA' CONSAPEVOLE.
NOI SIAMO I VOSTRI FIGLI, I VOSTRI FRATELLI, I VOSTRI MIGLIORI AMICI, E SIAMO UNA MOLTITUDINE, UN' ECO SENZA FINE DI SUSSURRI E DI SGUARDI CHE NON FINISCONO.
NON FINISCONO NELLA POLVERE DELLE MACERIE,
NON FINISCONO NEL DOLORE DELLA TORTURA,
NON FINISCONO NELLA VIOLENZA DEL RICATTO,
NON FINISCONO NELLA VILTA' DI CHI ABUSA.
ED E' UN ESERCITO INVINCIBILE, PERCHE' SIAMO I VOSTRI SOGNI PERDUTI, LA VOSTRA UMANITA' SVENDUTA, LA VOSTRA DOLCEZZA RIMOSSA, LA DIGNITA' CHE AVETE TRADITO.
NOI SIAMO IL VENTO CHE NON SI FERMA!
SEMPRE DALLA PARTE DEL BOSCO,NON CI PRENDERANNO MAI!
Buena suerte,amico mio!

15:11 Scritto da: ice_tear | Link permanente | Commenti (7) | Segnala | Tag: ultimo, capitano ultimo, amicizia | OKNOtizie |
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