24/03/2011
Gianni Palagonia: i libri
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Conferenza Chioggia: I protagonisti
Gianni Palagonia
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21/03/2011
Il mio blog e l'Unità d'Italia
Qualcuno si sarà chiesto come mai il 17 marzo 2011 non è comparso alcun post che ricordasse il centocinquantesimo complenno della nostra Patria. E' semplice: Come mia abitudine preferisco agire più che celebrare. Così il mio augurio all'Italia lo darò tra tre ore nella sala consiliare del Comune di Chioggia,provincia di Venezia, parlando di mafia. Cosa c'è di più temerario che parlare di mafia dove la mafia si pensa non esista? Cosa ci può essere di più costruttivo che demolire la vecchia,pessima,omertosa mentalità di chi crede di essere immune dal cancro mafioso quando invece ce l'ha in casa? E' così che io intendo onorare la mia Patria. Nessuna sfilata,nessuna parata,nessuna cerimonia. Solo la solitaria certezza di rendere al mio paese una testimonianza e un atto di amore. Amore per l'Italia e amore per tutti coloro che l'Italia la fecero a prezzo della propria vita. Se alle celebrazioni non seguono le azioni concrete per liberare il patrio suolo del colpevole,omertoso,silenzio di quanti non vogliono vedere la verità ma la nascondono sotto il tappeto,alimentando in questo modo il cancro della mafia, per puro tornaconto personale,quelle celebrazione restano un palese atto di totale ipocrisia. Il mio augurio è tutto in quell'atto di amore che si vive ogni giorno,trecentosessantacinque gioni all'anno e che soprattutto si manifesta nel silenzio delle azioni quotidiane.
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10/03/2011
Mafia e Unità d'Italia
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06/03/2011
L'ipotesi di Calamandrei: una larvata dittatura
Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn), a Roma l’11 febbraio 1950 – pubblicato nella rivista Scuola democratica, 20 marzo 1950.
"Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori, si dice di quelle di stato. E magari si danno premi, come ora vi dirò. O si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A quelle scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.
Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico".
Tratto da «Internazionale» 762, 19-25 settembre 2008, p. 21
Calamandrei,uno dei Padri della nostra Costituzione,espresse questo Suo pensiero sessant'anni fa. Quanto vi sembrano attuali le Sue parole?
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